Cosa sta succedendo in Ucraina

Alta tensione

Venti di guerra stanno soffiando sul territorio orientale dell’Ucraina, precisamente nel Donbass. Da settimane assistiamo a continui tira e molla, frecciatine diplomatiche e vere e proprie dichiarazioni con intenti bellicosi tra USA, Russia, Ucraina e altri soggetti della comunità internazionale.

La questione Ucraina è molto delicata e complicata, visti i motivi che hanno fatto sfociare questo scontro in conflitto. Giorno dopo giorno sembra proprio volersi trasformare in una guerra.

Il motivo generale di questo problema è la volontà della Russia di Putin di invadere il territorio ucraino del Donbass. All’interno della stessa Ucraina è da anni in corso una sorta di guerra civile tra filo-separatisti russi e governativi. Ovvero tra chi sarebbe a favore dell’annessione di quella parte di territorio alla Russia e chi invece no.

Le tensioni a cui stiamo assistendo non sono nuove ai nostri occhi, soprattutto dal 2014, anno in cui la Russia ha annesso il territorio della Crimea.

Il Donbass

Perché una guerra in Donbass? O meglio, cosa possiede questo territorio da diventare il centro delle tensioni tra le maggiori potenze mondiali? I fattori che caratterizzano questo territorio sono diversi e sono di tipo economico, politico, militare e strategico. Una ragione del conflitto è sicuramente quella descritta sopra: una contesa tra separatisti, indipendentisti e non. Ma come possiamo immaginare, sono tante le sfumature che accerchiano la questione e tutte possono risultare decisive e determinanti.

Dal punto di vista economico, tale territorio è di importanza fondamentale per l’Ucraina visto che è vitale per la produzione di carbone e acciaio, contribuendo a una fetta consistente dell’intero PIL del Paese. Capite bene che perderlo, quindi, comporterebbe problemi non di poco conto per l’economia di Kiev, che già non naviga nell’oro.

Nato

Quanto appena descritto non è il motivo principale delle pressioni russe, anche se da non sottovalutare. Quello che attualmente spinge Putin a comportarsi in maniera dura e bellica tocca un’altra questione: la preoccupazione di Mosca per una possibile entrata dell’Ucraina nella Nato. L’entrata del governo di Kiev nell’alleanza innanzitutto non è certa o imminente, ma sicuramente renderebbe le cose più difficili alla Russia poiché avvicinerebbe la Nato stessa ai confini russi e ridurrebbe al governo di Mosca la possibilità di attuare politiche di influenza ai paesi confinanti e simpatizzanti Russia.

Le milizie

La tensione, che giorno dopo giorno è sempre più crescente, la si deve inoltre al fatto che lo scontro militare sembra essere questione di settimane, se non di giorni. I soldati russi (circa 130 mila) sono già al confine o comunque in zone vicine. Un loro intervento diretto li porterebbe ad entrare ed avanzare in territorio ucraino senza grandi problemi. In questo modo, Putin sicuramente propenso a far capire che le intenzioni russe sono concrete, ma che, nonostante ciò, vuole anche provare a imbastire un accordo politico.

Dall’altra parte dell’oceano, Biden non sembrerebbe, fino a ora, pronto e intenzionato a rispondere ad un possibile scontro a fuoco. Ma anzi, parrebbe che in queste ultime ore voglia lasciar risolvere la questione tra il governo di Kiev e quello di Mosca. Inoltre, notizia sempre delle ultime ore, è la possibilità che proprio gli Stati Uniti vogliano ritirare le loro truppe risiedenti sul territorio ucraino. Di fatto, già diplomatici e uffici americani in Ucraina sono stati invitati ad una sorta di evacuazione da Kiev. Che sia questo un indizio sulla definitiva invasione russa? Non c’è la certezza, ma è assolutamente da considerare.

Diplomazia a lavoro

Le risposte della comunità internazionale in merito al comportamento russo a ora puntano ad attutire la tensione promettendo a Putin sanzioni dure e mai viste prima d’ora. Sanzioni che, come potete immaginare, sono principalmente di carattere economico e politico.

La strategia è quella di continuare fino alla fine a utilizzare tutti i canali diplomatici possibili per tentare di arrivare a una soluzione che eviti il conflitto armato. Da Biden a Macron, ognuno dei politici più influenti e decisivi sta trattando con Putin direttamente o telefonicamente. Nel frattempo, il presidente ucraino Zelenskiy teme di essere lasciato solo e che manchi poco prima dell’attacco russo.

Uno degli ultimi interventi di pochi giorni fa è stato fatto dal presidente rieletto tedesco Steinmeier, che ha così affermato: “Siamo nel bel mezzo di un rischio di conflitto militare, di una guerra in Europa orientale, ed è la Russia ad esserne responsabile“.

Gas ed energia

Un altro elemento da analizzare è quello che riguarda l’accordo per il gasdotto Nord Stream2 stipulato tra Russia e Germania. Il gasdotto porterebbe direttamente energia dalla Russia alla Germania e in generale all’Europa. Il progetto non è ancora attivo, manca un ultimo passaggio che in queste settimane è messo in pericolo vista la situazione in Europa orientale.

Il gasdotto preoccupa il governo di Washington (il quale in caso di invasione russa vorrebbe bloccarlo) perché renderebbe l’Europa troppo dipendente dal punto di vista energetico dalla Russia e, a maggior ragione in questo periodo, taglierebbe fuori l’Ucraina (si parla di perdite pari 1 miliardo all’anno). Attualmente, infatti, l’Ucraina rappresenta un passaggio quasi obbligatorio per lo spostamento del gas dalla Russia all’Europa.

Quindi, in base alle azioni che i governi adotteranno per la questione ucraina dipenderà il futuro del Nord Stream 2, che potrà subire una svolta definitiva o continuare ad essere inutilizzato.

Le ultimissime

la mattina del 24 febbraio ci siamo svegliati con una moltitudine di notizie che non avremmo mai voluto sentire: la Russia ha attaccato l’Ucraina. L’escalation militare che tutti temevano ma che sembrava quasi lontana è avvenuta. I primi bombardamenti sono avvenuti a basi militari e obiettivi precisi. Durante l’arco della giornata sono arrivati addirittura a colpire il centro strategico militare di Kiev e ad impossessarsi dell’aeroporto militare della città.

L’Ucraina appare in balia dell’armata russa, la quale sembra possa espandersi in tutto il territorio senza particolari problemi. Carri armati e militari russi penetrano nel territorio ucraino utilizzando anche i varchi che l’amico di Putin, Lukashenko, gli consente di adoperare senza particolari problemi, anzi…

Nell’arco dell’intera giornata si sono succeduti vari meeting e vertici dei maggiori capi di stato europei che, insieme a Nato e USA, stanno preparando un pacchetto di sanzioni pesanti e senza precedenti. Sanzioni che, senza farlo apposta, potrebbero trasformarsi in un’arma a doppio taglio che potrebbe addirittura ritorcersi contro di noi. Ora dopo ora la situazione è sempre più calda e tesa. Le persone stanno scappando a migliaia dalla capitale ucraina e dallo stato stesso. Ma soprattutto il tempo scorre, e il popolo ucraino necessita di aiuti immediati.

Putin ha sferrato un colpo basso alla Comunità internazionale, prevedibile conoscendo il personaggio, che destabilizza il mondo intero sotto tutti i punti di vista. Tutto il mondo ora è con lo sguardo fisso su quello che sta succedendo e con preoccupazione si aspettano le prossime mosse delle più alte cariche istituzionali mondiali. Siamo nel 2022, ma in un attimo ci sembra di essere tornati indietro, se non al secondo conflitto mondiale, almeno alle tensioni della Guerra Fredda.


Fonti:

fanpage.it

agi.it

repubblica.it

youtube.com

Credits:

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