Hollywood: gli afroamericani al cinema con Netflix

Recentemente su Netflix è sbarcata Hollywood, mini serie che vede tra i suoi ideatori Ryan Murphy e Ian Brennan. La serie è caratterizzata dall’ambientazione storica e da una storia molto affascinante. Infatti, tratta del “dietro le quinte” del mondo di Hollywood, come ci suggerisce il suo titolo, del secondo dopo guerra. Parliamo del periodo in cui l’industria del cinema era al culmine del suo splendore. 

I personaggi che ci vengono presentati sono innumerevoli, e tutti in qualche modo collegati tra loro. Tra gli attori protagonisti anche Jim Parsons (volto di The Big Bang Theory”), che interpreta un agente cinematografico realmente esistitoLe puntate sono 7 e ci mostrano come il mondo del cinema fosse, più a quell’epoca rispetto ad oggi, estremamente discriminatorio e pieno di contraddizioni.  

 

Le discriminazioni ad Hollywood

Le persone di colore e quelle omosessuali erano altamente discriminate e relegate a ruoli marginali, come se fosse scandaloso assegnare loro ruoli da protagonisti. Inoltre, il mondo di Hollywood è  anche diffusamente sessista, per quanto riguarda i ruoli decisionali. Questo prodotto televisivo targato Netflix cerca di sovvertire le certezze e le usanze di questa industria, presentandoci personaggi forti ed estremamente determinati ad arrivare al successo, anche contro le convenzioni sociali.  

I personaggi realmente esistiti nella produzione Netflix Hollywood

Oltre agli intrecci narrativi ben ideati, il lato più affascinante di questa produzione Netflix è quello riservato ai personaggi realmente esistiti che sono passati da Hollywood. Tra questi ci sono l’attore Rock Hudson, segretamente omosessuale. Egli nella serie ha un destino roseo e positivo, mentre nella realtà è stata la prima celebrità ad essere deceduta a causa dell’AIDS, quando ancora questa malattia non era conosciuta ed era relegata esclusivamente all’universo gay.  

Altro personaggio realmente esistito è quello di Anna May Youngla prima attrice americana con origini asiatiche. I ruoli che venivano riservati alla Young, e che vengono riservati anche alla sua interprete nella serie, sono sempre stereotipati e sempre legati al suo essere di origine asiatica.

Stesso ragionamento anche per gli attori neri. In effetti, in Hollywood, l’aspirante attrice Camille Washington (personaggio non realmente esistito), interpretata da Laura Harrier, pur essendo dotata di notevole talento, è sempre costretta ad interpretare ruoli marginali come, ad esempio, quello della domestica. Tuttavia, la sua fame di successo e la sua determinazione la spingeranno a chiedere al suo compagno regista di girare una pellicola con una protagonista nera. Scelta che si dimostrerà vincente. 

Ed è proprio la realizzazione di questo progetto cinematografico che unisce in modo indissolubile il destino di tutti i personaggi. Tra di essi anche Archie Coleman, interpretato da Jeremy Pope, un aspirante sceneggiatore che nel corso della storia ha visto la sua sceneggiatura accettata, ma con il compromesso che il suo nome non dovesse apparire nei titoli di coda. Questo poiché le case di produzione non potevano permettersi di collaborare con cineasti non bianchi, che potevano scatenare proteste da parte dal pubblico razzista dell’epoca.  

I premi Oscar

Per rendersi conto di quanto sia elitario il cinema di Hollywood, basti pensare al fatto che il primo afroamericano a vincere il Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura originale è stato Jordan Peele (per Scappa – Get Out). Ciò è successo solo due anni fa, nel 2018 

Un altro personaggio ispirato ad una storia vera e presente nella produzione Netflix, è quello di Hattie McDaniel, interpretata da Queen Latifah. La donna vinse il premio come Miglior Attrice Non Protagonista per il suo ruolo nel celebre Via col vento, ormai nel lontano 1940. Questa vittoria ha avuto un grande valore storico, pur restando il fatto che la donna non ha potuto sedersi e assistere alla cerimonia, che l’ha poi premiata come tutti gli altri attori e cineasti, perché nera. La sicurezza le ha permesso di entrare solamente nel momento della proclamazione. Questo aneddoto sconvolgente è stato raccontato anche nella serie.  

I PRIMI A VINCERE

Successivamente, si dovrà aspettare fino al 1964, quando Sidney Poitier vinse l’Oscar come miglior attore protagonista (per I gigli del campo). Poitier è un’autentica star del cinema ed attualmente è anche l’attore Premio Oscar più anziano ancora in vita.  

Per quanto riguarda le donne,  si dovrà aspettare fino al 2001, anno in cui Halle Berry ha vinto la statuetta come Miglior Attrice Protagonista (per il suo ruolo in Monster ball). In quello stesso anno anche Denzel Washington ha vinto come Miglior Attore, rendendo quell’edizione unica nel suo genere.  

#OSCARSOWHITE

Nonostante i progressi compiuti, c’è ancora una lunghissima strada da fare per quanto riguarda le discriminazioni razziali ad Hollywood. Qualche anno fa molti attori si sono uniti in coro per protestare proprio contro la poca attenzione riservata al mondo del cinema afroamericano nel contesto degli Academy Awards.  

L’hashtag #Oscarsowhite si riferisce al fatto che, per due anni consecutivi (2015 e 2016), sono stati premiati solo cineasti bianchi. La situazione odierna sembrerebbe nettamente migliorata, a maggior ragione se si nota come le vicende multirazziali stiano guadagnando sempre più spazio e attenzione sugli schermi.  


FONTI 

Anonimia cinefili 

Corriere della sera 

La repubblica  

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