I 600 volontari per Eurovision e la cultura malata del lavoro

La nuova edizione dell’Eurovision è ormai alle porte. Dopo molti anni, il nostro paese ha conquistato la possibilità di organizzare e ospitare l’edizione di quest’anno. Si tratta di un’opportunità incredibile per l’Italia, sicuramente positiva.

Tuttavia, neanche quest’anno la manifestazione è riuscita a uscire indenne da molteplici polemiche. Ma cosa è successo precisamente? Cosa ha scatenato le diverse critiche dell’ultimo periodo?

L’Eurovision e la sua storia

Il prossimo 10 maggio rappresenta una data importante per l’Italia, oltre che per gli appassionati di musica di tutto il mondo. Infatti, per i pochi che si fossero persi questa notizia, il nostro paese è stato chiamato a ospitare l’annuale edizione dell’Eurovision Song Contest.

eurovision

Si tratta del maggior festival musicale sul territorio europeo. Dalla sua prima edizione, che risale al 1956, ha visto concorrere sul proprio palco i diversi rappresentanti dei paesi europei.

L’anno di nascita della manifestazione non è casuale. Coincide infatti con gli anni in cui tutto il mondo doveva fare ancora conti con le conseguenze della seconda guerra mondiale. Cosa poteva unire le diverse realtà nazionali se non la musica? Ed è così che è nato questo Festival, che ogni anno attira l’attenzione di centinaia di milioni di telespettatori.

L’Italia ospiterà l’edizione di quest’anno

Dal 2015, oltre agli stati appartenenti al continente europeo, partecipa alla competizione anche l’Australia, visto l’alto interesse per l’evento in questo paese. Generalmente, il paese vincitore viene invitato a organizzare e ospitare l’edizione successiva dello show.

Nel 2021 ha vinto l’Italia, con i Måneskin e la loro ormai celebre “Zitti e buoni”. L’entusiasmo sorto da questa vittoria nel nostro paese è stato tanto, anche perché l’ultima vittoria italiana risaliva al 1990.

Dall’annuncio della vittoria, in Italia è partita la caccia alla città ospitante. Moltissime sono state le località che si sono candidate a ospitare questo evento di portata internazionale. Tra di esse si contano: Roma, Milano, Firenze, Torino, Verona, Bologna.

La scelta di Torino

Alla fine, la scelta degli organizzatori è ricaduta sulla città di Torino, che dovrà ospitare l’evento nel suo PalaOlimpico. Questa struttura ha una capienza di oltre 15.000 persone, risultando adatta alla portata della manifestazione.

Ogni anno, nel nostro paese, la canzone che ci rappresenta all’Eurovision viene scelta tramite il Festival di Sanremo. Quest’anno la canzone in questione è “Brividi” di Mahmood e Blanco, che sta già scalando le classifiche nazionali. L’appuntamento da non perdere è quindi dal 10 al 14 maggio 2022, sulle reti Rai.

Le polemiche riguardo l’edizione di quest’anno

Come ogni anno, non è solo l’entusiasmo ad accompagnare l’Eurovision. Data la portata internazionale di questo festival canoro, infatti, sono sorte molte polemiche al riguardo.

In seguito ai tragici eventi che stanno interessando l’Ucraina, gli organizzatori dell’Eurovision hanno deciso di squalificare la Russia dalla gara. Ciò rappresenta una protesta contro lo scoppio della guerra. Negli ultimi giorni, l’opinione pubblica si sta chiedendo se sia la scelta giusta.

Tuttavia, senza addentrarsi in discorsi di politica estera, le polemiche non sono mancate anche riguardo un’altra tematica: il bando per i volontari organizzato dal Comune di Torino.

I volontari per l’Eurovision

I residenti del comune di Torino hanno avuto la possibilità di candidarsi come volontari nell’organizzazione dell’Eurovision di quest’anno. I selezionati dovranno “rendersi disponibili sulla base delle necessità che si presenteranno e contribuire a fornire un’immagine della città e dell’evento positiva e indimenticabile“.

volontari

Le centinaia di figure selezionate devono garantire la propria disponibilità per un mese e mezzo, su diversi turni. Il Comune ha bisogno di un aiuto all’interno della struttura organizzativa, specialmente per quanto riguarda i servizi al pubblico, l’accoglienza delle diverse delegazioni e la segreteria.

Fin qui tutto bene, se non fosse che l’attività in questione è da considerare puro e semplice volontariato. Le mansioni richieste sono molte e impegnative, visto lo spessore della manifestazione. Ma non è stato specificato alcun compenso.

Il Comune di Torino si impegna, semplicemente, a offrire ai volontari il trasporto pubblico gratuito e alcuni buoni pasto.

La crisi del settore musicale

Il bando in questione ha scatenato numerose critiche e dubbi. Come mai una manifestazione di questo calibro non riesce a offrire un giusto compenso a chi si impegna nella buona riuscita dell’evento? Cosa c’è di sbagliato in questo modo di pensare? Fino a quando il lavoro sarà considerato volontariato?

Il rimborso proposto è parso, agli occhi dell’opinione pubblica, scarno e inadeguato. L’Eurovision è un’opportunità di lavoro e di guadagni non indifferente, specialmente se consideriamo il difficile periodo che stiamo vivendo, dovuto alla pandemia in corso.

Il settore musicale è stato uno dei settori maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria. I concerti e gli eventi musicali sono stati immediatamente interrotti, lasciando senza lavoro centinaia di lavoratori dello spettacolo. Negli ultimi mesi, il virus sembra aver allentato la sua presa. Tuttavia, i concerti continuano a essere rinviati, a causa dell’elevato rischio di contagio.

Sono state molte le proteste messe in atto dai lavoratori dello spettacolo, che da tempo richiedono la ripartenza del settore. L’Eurovision, in questo contesto, risulta una boccata d’aria fresca, una fonte di guadagno non indifferente.

Poteva essere l’occasione giusta per offrire un’opportunità di lavoro a centinaia di giovani, senza dover richiedere la collaborazione di volontari non specializzati.

La cultura malata del lavoro

Questa polemica chiama in causa anche la cultura malata del lavoro, che interessa il nostro paese da tempo. La precarietà del lavoro, specialmente per quanto riguarda i giovani, è preoccupante e dilagante. Nella ricerca di una mansione, un giovane deve fare i conti con molte proposte di stage, che spesso somigliano appunto a esperienze di volontariato.

Viene sottolineato come sia importante l’esperienza e la formazione, spesso dimenticando l’importanza della retribuzione a seguito di un lavoro. Ciò si lega a fenomeni di sfruttamento, con stage e proposte di lavoro indecenti. Le retribuzioni sono molto basse e non adeguate alle ore di lavoro effettuate.

Le voci in favore del volontariato all’Eurovision

C’è comunque chi difende il bando proposto dal Comune di Torino, portando avanti delle argomentazioni che vale la pena ascoltare.

Ad esempio, un articolo di Eurofestival News sottolinea come la mentalità della manifestazione sia molto lontana dallo sfruttamento. All’estero lavorare in modo volontario nel contesto del Festival è una grande opportunità. Chi sceglie, in modo completamente libero, di aiutare l’organizzazione, lo fa per passione e attitudine.

Ogni anno vengono organizzati bandi finalizzati alla ricerca di volontari. Molto spesso chi partecipa a essi è un fan della manifestazione, che vede quest’esperienza come un arricchimento personale e culturale.

Si tratta di un evento capace di unire popoli e culture, nel nome dell’amore per la musica. Ciò spingerebbe i volontari a impegnarsi nella riuscita dell’evento. Si può essere d’accordo o meno. Tuttavia, è doveroso sottolineare come, in seguito al bando, le candidature sono state migliaia. Viene da chiedersi, quindi, se sia il caso di domandare ai diretti candidati quale sia la loro opinione in merito.

 


 

Fonti:

wikipedia.org

torino.repubblica.it

eurofestivalnews.com

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