Religione a scuola: giusto o sbagliato?

La religione è definita come “l’oppio dei popoli” secondo Karl Marx, eppure è una materia che rientra a far parte dei programmi scolastici italiani.

Religioni e Fascismo

Tra il 1922 e il 1925, Mussolini riuscì a eliminare le opposizioni e in seguito a porre le fondamenta per la costruzione di un regime totalitario.

In questo governo totalitario, dunque, l’atteggiamento e la risposta della Santa sede, non è stato neutrale ma anzi ha avuto un ruolo importante.

La Santa sede abbandonò, infatti, il marginale consenso che precedentemente sosteneva nel partito popolare. Quindi indirizzò i suoi interessi e il suo appoggio nei confronti della politica di Mussolini.

Sono due gli interventi vaticani che incisero indirettamente sulla crisi politica italiana tra il 1923 e il 1924: la volontà di eliminare Sturzo, capo del partito popolare, e di lasciare successivamente l’Italia nel 1924.

Il governo fascista puntava invece a una valorizzazione del trattato, Mussolini infatti voleva presentarsi come il pacificatore delle coscienze dei cattolici.

Alla Chiesa invece interessava il riconoscimento delle organizzazioni di azione cattolica, l’estensione nelle scuole medie dell’insegnamento della religione cattolica e infine il riconoscimento dal punto di vista giuridico del matrimonio religioso.

Rito del matrimonio religioso

Il 19 dicembre del 1925 fu celebrato tra Mussolini e donna Rachele il rito del matrimonio religioso. La coppia si era già sposata civilmente a Treviglio.

Questa celebrazione fu pilotata in qualche modo dalla Santa fede che convinse Mussolini a compiere quel passo.

Perché esiste l’insegnamento di religione cattolica?

I Patti Lateranensi del 1929 hanno imposto l’ora di religione a scuola, sia alle scuole medie che superiori.

Risulta dunque evidente che intere generazioni di persone abbiano preso parte a intere parti di programmi di insegnamento della religione. La Chiesa cattolica può insegnare anche altre religioni, la storia di queste, ma da un punto di vista cattolico.

Lo stato italiano invece risulta totalmente escluso da questo approccio e da questo insegnamento, non prendendo parte alla delineazione dei suoi programmi.

Lo stesso ex ministro per l’istruzione Berlinguer, in un’intervista a Famiglia cristiana, ha sostenuto di non essere a conoscenza di cosa si insegni durante le ore di religione.

E gli altri?

Gli altri chi sono? Cosa fanno?

Gli studenti che professano altre religioni, con percentuali alte per quanto riguarda la religione islamica e ortodossa, cosa fanno?

Questi studenti, prima che inizi l’ora di religione, escono dalle rispettive classi.

Quindi, per non frequentare ci sono alternative tra le quali assistere ad altre attività didattiche e formative, dedicare queste ore allo studio di altre materie o uscire dalla scuola.

Religione e percentuale

Le religioni centro settentrionali sono sicuramente le più laiche, tra queste primeggia la Toscana.

I dati nazionali parlano di una frequenza del 93% alle ore di insegnamento religioso, dato che alle superiori scende all’87%.

Il fatto che la percentuale sia minore alle superiori dimostra quindi anche l’influenza che possa avere la famiglia nelle scelte iniziali nel percorso di studio.

Quanto costa allo stato?

La spesa che lo stato sostiene per l’insegnamento della religione cattolica corrisponde alle retribuzioni degli insegnanti scelti dalle curie. Tuttavia, l’ammontare di queste retribuzioni non sembra essere presente sul sito del Ministero.

Inoltre, le normative risultano essere alquanto ottuse, poiché prevedono la presenza dell’insegnante dell’IRC anche quando un solo studente scelga di avvalersene.

Alternative

Il ministero dell’istruzione negli ultimi anni ha introdotto ore di educazione civica, nonostante ciò, non sono state ridotte le ore di religione a scuola.

In un mondo in cui l’attualità risulta essere importante e anche il riscontro e l’opinione altrui risulta essere costruttiva per la formazione dei giovani, occorre rivedere i corsi di insegnamento a scuola.

La modernizzazione e le nuove opportunità sorte di recente potrebbero dunque integrare l’insegnamento della religione cattolica a scuola, o meglio delle religioni, e legarla all’attualità.

È indispensabile, infatti, conoscere la storia delle religioni, dei monoteismi e politeismi per capire i conflitti attuali, e sviluppare un senso critico nei confronti di ciò che sta succedendo nel mondo.

Conclusioni: tra esclusioni e riforme

Non si devono dunque escludere coloro che professano altre religioni.

Infatti, se la religione cattolica ammette di essere inclusiva, dovrebbe dunque accettare anche coloro che non sono cattolici al suo interno. Si potrebbero creare delle ore di approfondimenti facendo partecipare tutti gli studenti.

In un mondo che cambia, il cambiamento e l’adattamento alle varie forme di cultura da parte della società italiana, potrebbe risultare in un progresso anche per le successive generazioni.

 


Fonti:

reteparri.it

uaar.it

Credits:

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