Il carovita che distrugge i cittadini

Negli ultimi 20 anni i prezzi dei beni e dei servizi in Italia è cresciuto costantemente. Dati e ricerche confermano l’aumento del carovita. Dati Istat fanno osservare un aumento di circa 33,4% di euro dal 2001 ad oggi. Questo aumento dei prezzi tocca praticamente tutti i settori economici e commerciali e non risparmia praticamente nessuno.

Beni costosi

Diamo un’occhiata rapida, ma esaustiva, alle principali categorie di beni e servizi colpiti dall’aumento. Abbiamo crescite di prezzi nel settore dell’elettronica: dai televisori ai cellulari, passando addirittura per i tostapane e i frigoriferi.

Ovviamente, l’inflazione incalzante che ci sta colpendo, non può che toccare anche i beni primari come il cibo. Il pane, più di tutti, ha assorbito un aumento “stellare”, si parla di una crescita pari all’82%. A seguire pasta, olio e latte.

Hanno avuto un costante e deciso aumento anche quei beni e servizi che vengono considerati accessibili da tutti ma che, zitti zitti, iniziano a raggiungere cifre importanti.

Di questi tempi andare a cena fuori con gli amici non è più una passeggiata come lo era prima. I dati hanno stimato che, per esempio, un semplice menù pizza + birra ha avuto un incremento di prezzo pari a circa il 75,7%. E addirittura il caffè ha fatto un balzo impressionante, arrivando a raggiungere in vent’anni un aumento del 124%. Numeri impressionanti.

Ovviamente, non potevano mancare i rincari anche per il settore energetico. Se i dati di prima vi han fatto preoccupare, quelli che elencheremo ora vi faranno mettere le mani nei capelli. In linea generale possiamo affermare, grazie ai dati rilevati, che il settore energetico in 20 anni è arrivato a toccare il picco di un rialzo di prezzo pari al 360%. Numeri da capogiro che derivano dall’analisi dei mercati degli idrocarburi, tra petrolio e gas naturale.

Le cause

Come giustamente ci viene riferito dai principali esperti del campo, l’inflazione è una delle cause per cui assistiamo a questo rincaro. Essa gioca un ruolo fondamentale, ma non è l’unico fattore a incidere. O meglio, essa è dovuta a una serie di eventi e situazioni che si creano nel tempo. Nel corso di questo ventennio economico e commerciale, si sono susseguiti una serie di eventi che hanno avuto un impatto importante in tutto il mondo. Dall’entrata dell’Italia nella zona dell’Euro, alla crisi finanziaria del 2008 fino agli anni della pandemia.

Il sito della Banca centrale europea ci informa per esempio del fatto che negli anni di pandemia, l’inflazione si è verificata per 3 motivi: il rincaro dei beni energetici, la rapida apertura delle attività economiche e il cosiddetto “effetto base”.

Il pensiero comune tra gli esperti, che deriva dall’osservazione della realtà, è che l’aumento significativo dell’energia ha dato una spinta di rilievo al fenomeno. Aumento che osserviamo direttamente proprio in questi mesi.

Le aziende produttive hanno ripreso la loro attività determinando un rapido aumento della domanda per le materie prime, difficili da reperire a causa di problemi di disponibilità e di trasporto. Questi problemi hanno interessato anche le materie prime con cui si produce la maggior parte dell’energia in Europa: il prezzo del petrolio è aumentato del 200 per cento dalla primavera del 2020, e quello del gas naturale del 30 per cento solo nel secondo trimestre del 2021.

Problemi

I problemi che derivano dall’aumento dei prezzi sono vari e colpiscono ovviamente quelle categorie di persone che già non godono di molta ricchezza. Insomma, come ovvio, il rincaro dei prezzi è un’ulteriore stangata a quei cittadini che già in condizioni economiche “normali” fanno fatica a non andare in rosso. Quello che prima poteva apparirci come l’acquisto di un bene primario, ora, quasi, si trasforma in un bene di lusso, che comporta un esborso monetario non di poco conto.

Se da una parte l’inflazione galoppa, dall’altra, gli stipendi, ovvero la fonte primaria degli individui, zoppica. Questi ultimi non crescono, e non possono quindi sostenere il ritmo crescente dei prezzi. Perciò i cittadini vedono ridursi sempre di più il loro potere d’acquisto. Ciò significa che si possono permettere una quantità inferiore di beni e servizi, e quindi riducono il loro acquisto.

Sono necessarie azioni economiche manovrate da parte del Governo italiano in primis, e insieme linee d’azione condivise a livello europeo e internazionale, in modo da tale da riportare la situazione a standard accessibili e far rientrare l’inflazione nei parametri il prima possibile.


Fonti:

ecbeuropa.eu

ilpost.it

federdat.it

altroconsumo.it

 

Credits:

copertina

 

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