Aborto: passato, presente e proiezioni future

L’aborto è un argomento ampiamente discusso da sempre. Sono decenni che è al centro di controversi ed accesi dibattiti. Specialmente in questo preciso periodo storico, è una pratica che ha numerosi oppositori, oltre che tanti sostenitori.

aborto  

Chi arriva ad opporsi all’aborto, lo fa principalmente per una questione morale. D’altro canto, anche chi lo sostiene, lo fa anche in questo caso per questioni morali. Si mettono in gioco, dunque, i diritti fondamentali di qualsiasi individuo.  

Tipologie di aborto

A livello medico, l’aborto è l’interruzione di uno stato di gravidanza. L’aborto indotto è voluto ed intenzionato. In questo caso, si può ricorrere ad un farmaco. Un’altra alternativa è offerta dall’operazione chirurgica, con la rimozione del feto dall’utero materno.  

L’altra tipologia di aborto è quello spontaneo. Quest’ultimo avviene nel momento in cui la gravidanza è interrotta da fattori esterni, come anomalie del feto oppure dell’utero. Tra le tante cause di aborto spontaneo, possiamo citare anche i traumi.  

L’aborto nel passato

Parlare liberamente di aborto è una consuetudine moderna. Poter ricorrere a questa pratica in totale sicurezza non è sempre stato possibile, e in alcuni paesi del mondo ciò non è ancora possibile.  

Per quanto riguarda la situazione italiana, solo a partire dal 1975 l’aborto è diventata una pratica legale. Prima di allora, le donne che volevano interrompere una gravidanza dovevano considerare opzioni clandestine. In questo modo, mettevano a rischio la propria vita, oltre a spendere molto denaro.  

La Legge 194 in Italia

Solamente nel 1978 le donne italiane hanno visto riconosciuto il proprio diritto all’interruzione di gravidanze considerate indesiderate. L’aborto venne garantito, da questo anno in poi, in strutture sanitarie pubbliche ed in modo completamente gratuito. Questa legge, conosciuta come Legge 194ha scatenato polemiche aspre da parte dei conservatori e dei cattolici. Le critiche non sono mai effettivamente cessate, in Italia come nel resto del mondo. Proprio questo clima controverso ha permesso al tema dell’aborto di avere un ruolo di rilievo nei temi dell’attualità. 

Un po’ di storia

Prima del secondo Novecento, abbiamo una lunga storia di negazione dell’aborto. Il potere della Chiesa diffuse un pensiero altamente conservatore. I medici appoggiavano la Chiesa e i suoi ideali, mentre le famiglie numerose erano incoraggiate. Una donna che ricorreva all’aborto era vista come un oltraggio al concetto tradizionale di famigliaDurante la Rivoluzione Francese venne sottolineato come il feto fosse, dal punto di vista legislativo, un autentico cittadino. In questo modo, la popolazione cresceva e l’esercito e le industrie non rimanevano mai prive di risorse umane.  

Tra i primi paesi a legalizzare l’aborto troviamo: Unione Sovietica, Islanda e Svezia. Solo a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale iniziarono a diffondersi i primi movimenti femministi e di concezione liberale. Essi portarono, in modo lento e progressivo, alle prime leggi sull’aborto.  

Il progresso scientifico  

Ad un pensiero comune, sempre maggiormente sganciato dai valori conservatori, si aggiunge il progresso tecnologico e la ricerca scientifica. L’aborto indotto, se praticato in strutture specializzate e da medici competenti, è una pratica sicura e consigliata.  

Da qualche anno a questa parte è stato legalizzata una pillola, in grado di evitare che la paziente debba essere ospedalizzata. Tramite l’assunzione di questo farmaco, la pratica viene velocizzata e tutto il meccanismo è maggiormente accessibile. Bisogna comunque ribadire che l’assunzione della pillola avviensempre sotto la sorveglianza di un medico.  

L’aborto nell’attualità 

Nonostante siano passati decenni da quando l’aborto è stato legalizzato in Italia, vi sono paesi nel mondo in cui questa pratica è ancora illegale. Tra di essi abbiamo: l’India, la Cina, El Salvador, Malta. Sul suolo italiano, Città del Vaticano e la Repubblica di San Marino vietano l’aborto.  

L’interruzione volontaria della gravidanza può essere duramente negata. In altri casi, come succede spesso, può essere concessa solo in determinate circostanze. Ad esempio, può essere concessa quando è in gioco la vita della donna, quando il feto presenta patologie incompatibili con la vita oppure quando avviene uno stupro con concepimento. Nei paesi in cui l’aborto è legale, ma solo in alcuni casi specifici, il dibattito sull’argomento è sempre molto acceso.  

Il pensiero della Chiesa cattolica 

Le persone credenti, per quanto riguarda la religione cattolica, considerano il feto un essere umano. Lo ritengono dotato di una coscienza e ritengono allo stesso tempo che l’aborto sia un autentico omicidio. Questa convinzione giustifica il ritardo con cui l’Italia sia approdata alla legge sull’aborto. Inoltre, i credenti maggiormente conservatori, si sono scagliati anche contro i contraccettivi e i metodi di prevenzione. Nonostante queste correnti di pensiero possano risultare quasi anacronistiche, sono ampiamente diffuse nella società italiana.  

Dal momento in cui è stata approvata la Legge 194 sull’aborto, le proteste da parte di gruppi cattolici si sono inasprite. I rappresentanti della Chiesa sono attivi nei dibattiti politici e sociali, affermando le proprie idee e le proprie convinzioni.  

In Italia, nonostante l’aborto sia legalizzato, un medico può ricorrere all’obiezione di coscienza. In questo modo, un medico credente può tranquillamente rifiutarsi di operare, a meno che la donna sia in fin di vita e quindi l’aborto diventi un’operazione necessaria alla sopravvivenza.  

La prevenzione  

Lo Stato deve garantire un’adeguata assistenza medica e la semplificazione della pratica. Inoltre, è tenuto a lavorare, insieme al mondo educativo e medico, alla prevenzione e alla sensibilizzazione sul tema. Si richiede un’adeguata educazione sessuale nelle scuole, in modo tale da preparare i giovani ad un rapporto sano con l’universo sessuale. L’uso dei contraccettivi deve essere sempre maggiormente diffuso, in modo tale da evitare gravidanze indesiderate, diffuse ampiamente nei contesti adolescenziali. 

Inoltre, considerando le donne che arrivano ad interrompere una gravidanza a causa di problemi economici, è chiaro come vi sia un collegamento con il benessere economico e sociale. Infatti, uno Stato deve garantire un contesto di benessere ai propri cittadini, ad esempio attraverso maggiori opportunità di lavoro. In questo modo, viene creata una condizione favorevole alla nascita di un bambino, all’interno di un quadro famigliare maturo e preparato alla crescita di un figlio.  

 

Fonti: 

Wikipedia

Uaar.it

Documentazione.info


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