Propaganda: I metodi

Guida semiseria per aspiranti dittatori (parte 6)

Ed eccoti di nuovo qui, giovane pericolo sociale in formazione!

Dopo averti riempito la testa di principi e cose noiose riguardo la propaganda che, purtroppo, non puoi non conoscere per avere successo nella tua strategia, giungiamo oggi alla parte pratica della propaganda, come si fa realmente!

Pronto? via!

Informazione

Come ci spiegava Goebbels, esiste una regola d‘oro: ripetere e reiterare le stesse bugie nel tempo, per far sì che diventino la verità. Per fare ciò, è necessario infilare i nostri putridi tentacoli all‘interno dell‘informazione, perché chi controlla l‘informazione controlla quello che la gente pensa.

A meno che tu non sia un piduista, un colluso, oppure un imprenditore di successo che muove miliardi di euro, è difficile che tu abbia delle conoscenze o degli agganci all‘interno della stampa o delle televisioni, che d‘ora in avanti chiameremo opinione pubblica, ovvero il parere condiviso di gente che, esattamente come te, non conta un cazzo ma che si atteggia a messia, arrogandosi il diritto di parlare anche a nome tuo.

Chiariamo un concetto, se sei un fautore della libertà di informazione io ti disconosco come allievo, se hai seguito fino a qui ponendo almeno la stessa attenzione di quando vai a pisciare in casa di qualcun altro, avrai capito che stampa libera e regime non possono IN NESSUN CASO andare a braccetto.

Quindi sembra che la battaglia sia persa in partenza, vero? SBAGLIATO! Mai nessuna epoca storica è stata più florida per l‘avvento di una dittatura, perché oggi la gente non legge più i giornali e l‘uso della tv è molto più basso che in passato.

Oggi esistono i social media e internet, che hanno abbattuto enormemente i costi della cospirazione politica!

Come si fa, dunque?

I siti di informazione

Visto che non abbiamo nessun tipo di aggancio con l‘opinione pubblica, l‘opzione che ci rimane è fondare noi una testata giornalistica. È complicato, soprattutto da gestire.

L‘alternativa migliore è comprare una serie di domini internet (una decina dovrebbero andare) e registrare altrettanti siti, con grafica minimalista.

Potresti avvalerti di un webmaster, che potrebbe essere poi un nerd butterato, che sa smanettare sulle piattaforme online.

Logicamente i siti avranno nomi riguardanti il tipo di messaggio che vuoi perpetrare, tipo “www.forzaeonore.com” se di stampo nazionalista o “www.tuttibenvenuti.com” se sei progressista. Oddio, forse se sei progressista non vuoi instaurare una dittatura pro negri.

Comunque, una volta fatto questo puoi iniziare a produrre fake news, bufale, fregnacce… chiamale come vuoi, basta che tu le costruisca tenendo sempre a mente i principi già visti, sopratutto quello dell‘unanimità.

Bastano anche articoli di poche righe, l‘importante è che tu esponga su tutte le piattaforme lo stesso fatto ma cambiando le parole, in modo che ricercando compaia da più fonti la stessa notizia, aumentando la percezione che sia vera.

Un articolo d‘esempio

Per capire meglio ecco un esempio. Prendiamocela con una categoria a caso: le femministe, che tanto stanno sui coglioni a tutti:

 Manifestazione di femministe devasta negozi in centro storico

Oggi un corteo organizzato dall‘associazione femminista <inserire nome associazione, anche inventato> “l’utero è mio“, per protestare contro il cosiddetto patriarcato, ha causato ingenti danni ai negozi di Sambuceto, provincia di Chieti.

Vetri infranti con le aste delle bandiere, bottiglie di birra e superalcolici lanciati contro le vetrine e muri sporcati con le bombolette sono solo alcuni dei danni causati da queste incivili agli onesti negozianti del paese, che ora si ritrovano disperati e con enormi danni da dover riparare.

Non è pensabile permettere tali atti a queste vere e proprie bande di criminali.

Tre attiviste sono state arrestate dai Carabinieri e la procura ha già aperto un‘inchiesta per accertare le responsabilità dell‘associazione

<inserire immagini a caso di negozi vandalizzati>

Gli articoli a favore

Oltre ai già citati siti d‘informazione, ti servirà anche un sito ufficiale del tuo movimento e, attraverso le tue testate giornalistiche, pubblicherai di tanto in tanto delle notizie che glorifichino il tuo partito, applaudendo un‘iniziativa portata avanti da esso.

(non è necessario, in questa fase, che l‘iniziativa sia fatta per davvero, basta dire da più parti di averla fatta)

Le pagine social

È indispensabile avere un posto dove poter pubblicare tutte le fake news che diligentemente andrai a fabbricare ma, se davvero vuoi fare il botto, te ne serviranno due: un‘agenzia d‘informazione e la pagina ufficiale del tuo movimento.

La prima sarà gestita dal tuo direttore della propaganda che pubblicherà, ogni giorno, uno o più dei tuoi articoli denigratori e, di tanto in tanto, qualcuno di quelli celebrativi che riguardano il tuo movimento.

La seconda può essere gestita da te personalmente o delegata sempre alla stessa figura e deve contenere le novità sulle iniziative che vuoi mettere in pratica oppure gli eventi che organizzi.

Occasionalmente puoi anche condividere alcuni degli articoli denigratori al fine di indignare la comunità che ti segue. Occhio a non esagerare, altrimenti risulta evidente il collegamento tra l‘agenzia di stampa ed il partito.

Dalla pagina dell‘agenzia stampa qualcuno si interesserà al tuo movimento e metterà mi piace a quella ufficiale del movimento ed avrai così guadagnato dei sostenitori.

Pubblicità della pagina

Hai la pagina dell‘agenzia di stampa, hai i siti che pubblicano a nastro articoli, hai il direttore. Se non ti conosce nessuno tutto questo non serve ad una sega.

Bisogna che tu ti faccia conoscere, come?

  1. Dalla pagina invita quanta più gente puoi, rovistando tra i contatti.
  2. Trova pagine che trattino temi simili ai tuoi e seguile, commentando e partecipando attivamente alle discussioni e qualche follower si aggregherà in automatico, oppure manda richieste a tutta la gente a caso che già partecipa.
  3. Condividi gli articoli sul tuo profilo personale.

Ti puoi sbizzarrire, bene o male, l‘importante è che se ne parli, visto che non esiste cattiva pubblicità.

Volantini

Se sei una persona dall‘animo vintage, puoi anche far stampare una serie di volantini riguardanti la tua “associazione” e distribuirli in luoghi dove vi è un‘alta concentrazione di gente (le università o alcune fermate dei mezzi pubblici sono dei posti ideali).

La cosa importante è che sui flyer siano indicati chiaramente il nome del tuo partito, un riferimento web (il sito ufficiale della tua organizzazione), la pagina social ed eventualmente un contatto mail e/o telefonico.

Per oggi abbiamo messo già troppa carne al fuoco, ci vediamo al prossimo episodio in cui ti parlerò di come si costruisce una pagina ufficiale di successo.

Alessandro Procacci


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