Quanto davvero si conosce il Fascismo?

In orario come un treno sul binario morto del neofascismo. Questo mio articolo che vuole bonificare il dibattito attorno alla reale conoscenza di ciò che fu il regime.

Ma davvero i ragazzoni rasati che scrivono sui muri appelli al Dvx con la correttezza grammaticale dei miei temi di prima elementare, dopo aver subito un’overdose di caramelle gommose, conoscono il fascismo? “Ha fatto anche cose buone” è una realtà storica o una di quelle acute riflessioni che si fanno sulle panchine dei giardini tipo “non esistono più le mezze stagioni?”.

Scopriamolo.

Ha fatto anche cose buone

Certo, in vent’anni di regime sono state fatte cose buone, e ci mancherebbe. Probabilmente rinchiudendo uno studente fuori sede di Manchester (uno di quelli che mettono il ketchup sugli spaghetti) per vent’anni in una cucina, prima o poi se ne verrà fuori con qualcosa di mangiabile, è matematica. Tutto ciò contando che il Governo Mussolini ha avuto una capacità di appropriarsi dei successi dei governi precedenti pazzesca. Oggi si accusano i Maneskin di aver vinto Sanremo con un plagio, Mussolini ha costruito un culto della personalità sui plagi, e Le Iene non hanno fatto uno straccio di servizio!

Le Pensioni e la previdenza sociale in generale le hanno strutturate i governi Crispi e Orlando. Certo, erano governi grigi con il carisma di Pierluigi Bersani la domenica mattina dopo una nottata di bagordi, ma i fatti sono dalla loro parte. La famigerata bonifica delle paludi pontine, che ha fatto passare un incazzatissimo Shrek tra le fila della resistenza, è stata per larga parte iniziata dai governi precedenti e conclusa da quelli successivi. Il nostro bonificatore seriale ha svolto il lavoro per circa il 6% prendendosi tutto il merito. Non posso che empatizzare con Mussolini in questo caso, è la stessa tecnica che uso io nei lavori di gruppo all’Università.

Anche, infatti.

Ma anche se fosse, anche se il Mastrolindo di Predappio avesse davvero avuto delle geniali intuizioni di buongoverno, ciò basterebbe a valutarlo positivamente? Il regime dopo aver mandato in vacanza gli oppositori (alcuni per sempre) si è lanciato in una serie di azioni poco simpatiche.

“L’unico errore è stato allearsi con Hilter” frase sentita ripetere milioni di volte dal fan club dell’olio di ricino. Una volta dissi alla mia ex ragazza che tradirla con sua cugina il giorno del funerale di suo nonno in chiesa è stato il mio unico errore. Non finì bene.

La guerra coloniale in Etiopia, colpo di genio della geopolitica mussoliniana. Ovvero impiegare un anno e depauperare l’esercito per conquistare una terra poverissima facendo incazzare e inimicandosi tutte le nazioni europee. E uccidendo un milione di persone, nel frattempo, utilizzando armi vietate. Che luminare!

E che dire delle leggi razziali? Un abominio del genere rende la tesi della superiorità razziale dei fascisti auto-invalidante. Per non parlare del manifesto degli scienziati razzisti, in quell’occasione ci fu davvero un grande merito del regime: anticipare il futuro. Non è facile aver partorito un guazzabuglio di teorie pseudoscientifiche e fake news sfruttando scienziati molto discutibili settant’anni prima dell’invenzione di Facebook, complimenti!

Il capolavoro, però, non può che essere la Seconda guerra mondiale. “Vincere e vinceremo!” dichiarava paonazzo dal balcone come un ubriaco alla quinta birra che esclama “sto bene sto bene!”. In entrambi i casi finisce in una colossale figura di merda. Insomma, entrare in guerra contro mezzo mondo avendo carri armati indistinguibili dalle scatolette di sardine e sbagliare ogni singola azione strategica dovrebbe di per sé bastare per rendere il mito della genialità di Mussolini una barzelletta da Colorado. Se a questo aggiungiamo la creazione di quello stato finto che fu la Rsi, deportazioni, rastrellamenti e rappresaglie varie si passa dalla farsa alla tragedia.

La storia insegna, ma in classe si dorme

E dunque, i nostri ragazzoni amanti dello stretching al braccio destro conoscono davvero la Storia e il fascismo? Io direi proprio di no, probabilmente hanno solo bisogno di qualche supereroe idealizzato in camicia nera perché trovano la calzamaglia di Superman troppo femminile, o ancora più probabilmente sono semplicemente ignoranti. Perché se è vero che la Storia insegna, per imparare bisogna stare attenti e non distrarsi cercando di invadere le Grecia, perché poi le conseguenze sono nefaste.  L’antidoto per il fascismo e per i luoghi comuni rimane sempre la conoscenza: il libro, senza moschetto.


Fonti:

www.repubblica.it

www.ilfattoquotidiano.it

Credits:

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