Tra spreco alimentare e sostenibilità: cosa ci impedisce di essere sostenibili?

Ognuno di noi è interessato alla qualità della propria vita e (possibilmente) a quella delle generazioni future. Nonostante ciò, fenomeni come lo spreco alimentare e la mancanza di materie prime dominano la nostra quotidianità. Ci chiediamo quindi: cosa si potrebbe fare per andare verso una migliore sostenibilità?

Siamo consapevoli riguardo la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente? 

La crisi ambientale in atto è uno degli argomenti maggiormente discussi, al giorno d’oggi. Le materie prime scarseggiano, l’inquinamento si fa sempre più strada nella nostra vita quotidiana. Sembra essere chiaro che stiamo per raggiungere un punto di non ritorno.  

spreco alimentare

Le campagne di sensibilizzazione, le organizzazioni pubbliche e private, le conferenze internazionali sono solo alcune delle iniziative messe in atto nella contemporaneità. Tutto ciò allo scopo di agire, cercando di arginare un problema tanto discusso e tanto preoccupante.  

L’educazione scolastica, insieme ai media nazionali e internazionali ci rendono consapevoli del cambiamento climatico in atto. Ma sensibilizzare sull’argomento sembra essere, in questo momento, troppo poco. Bisogna agire subito. Ognuno di noi ha la possibilità di compiere dei passi avanti, in direzione della salvaguardia dell’ambiente.  

L’importanza dell’azione e della consapevolezza 

Potremmo pensare che la nostra azione, da sola, non potrà mai condurre a nulla di concreto. Bisogna però essere consapevoli che la somma di tutte le scelte sostenibili che compiamo è in grado di dare una scossa alla situazione attuale.  

Ed è qui che entra in ballo la nozione di sostenibilità. I nostri consumi, come la nostra esistenza intera, si devono basare sulla consapevolezza. Stiamo esaurendo le risorse naturali e non c’è modo di tornare indietro. Dobbiamo fare affidamento sulle energie rinnovabili, portando i nostri consumi verso la completa sostenibilità.  

Questa sostenibilità deve passare attraverso tutte le nostre scelte quotidiane: dal modo in cui ci vestiamo, al mezzo che utilizziamo per muoverci, arrivando fino al nostro sostentamento alimentare. 

Nonostante questo concetto sia chiaro ai più, l’azione diretta risulta (nella maggioranza dei casi) complessa. Ma perché succede? Cosa ci impedisce di convertire il nostro sistema di sostentamento alimentare? Pensandoci, cosa possiamo fare per renderlo maggiormente sostenibile e rispettoso dell’ambiente? 

Cosa si intende per spreco alimentare?

Focalizzandoci sull’industria alimentare, possiamo sottolineare sicuramente l’impatto dello spreco alimentare sull’ambiente. Quando parliamo di spreco alimentare, intendiamo: 

tutti quei prodotti scartati dalla catena agroalimentare per ragioni economiche, estetiche o in prossimità di scadenza di consumo. Essi sono, però, ancora perfettamente commestibili e potenzialmente destinabili al consumo umano. In assenza di uso alternativo, sono destinati ad essere eliminati e smaltiti. Producono quindi conseguenze negative dal punto di vista ambientale”. 

Lo spreco alimentare può avvenire nel contesto industriale. In questo caso, si tratta di un fenomeno in cui non è coinvolto direttamente il consumatore finale. Tuttavia, esiste anche lo spreco alimentare di cui ci rendiamo personalmente artefici.

Prendiamo come esempio i dati italiani. Possiamo notare come il cinquantaquattro per cento dello spreco alimentare avvenga nel contesto domestico. A livello mondiale, invece, un terzo degli alimenti destinati al consumo umano risulta essere uno spreco alimentare. 

Non abbiamo consapevolezza e un’adeguata educazione in merito. Tendiamo a sottovalutare un fenomeno tanto importante, che va a danneggiare (oltre all’ambiente) anche le nostre finanze. 

Ma quali sono i comportamenti sbagliati riguardo lo spreco alimentare?  

Sembrerebbe che la società industrializzata contemporanea sia completamente priva di etica, riguardo questo argomento. E ciò potrebbe sembrare strano, viste le tantissime campagne di sensibilizzazione e le iniziative promosse a riguardo. Se quindi la volontà e la consapevolezza sono presenti, mancano i consigli concreti. Essi potrebbero portare a scelte più sostenibili e produttive.  

La mancanza di pianificazione 

La pianificazione e la riflessione, in questo contesto, sono concetti chiave. Spesso, saltare la fase in cui si compila una lista della spesa è il primo passo verso lo spreco alimentare. Pianificare il momento degli acquisti è molto utile. Infatti, ci porta ad avere un atteggiamento più consapevole riguardo ciò che siamo in grado di consumare effettivamente.  

Il ruolo del marketing e dell’aspetto economico  

supermercato

Quando ci si accinge a fare la spesa, si fa spesso affidamento sulla garanzia di una catena di supermercati. Infatti, in un unico spazio si possono trovare tutti i prodotti necessari per un’alimentazione varia.  

Nonostante la comodità che può offrire un supermercato, esso è pieno di “trappole” in cui spesso, da consumatori, cadiamo. Le offerte che ci sembrano vantaggiose ci spingono ad acquistare, molto spesso, quantità eccessive di prodotto.  

Ci sono moltissimi studi riguardo il ruolo del marketing, con le sue strategie collaudate, nel momento degli acquisti. Tendiamo inoltre ad accumulare scorte alimentari, per un nostro istinto incontrollato. Ciò può risultare vantaggioso in presenza di prodotti a lunga conservazione. Al contrario, è altamente dannoso quando si tratta di prodotti freschi e a ridotta conservazione.  

Gli errori dei consumatori 

A tutti sarà capitato di dimenticarsi di prodotti, molto spesso aperti, nel frigorifero. La sensazione di frustrazione che si prova è grande. Ci rendiamo conto di non aver sfruttato quel prodotto quando era possibile. Molto spesso questa sensazione si presenta quando saltiamo la fase di pianificazione.  

Evitare di ordinare i prodotti acquistati, collocarli nel ripostiglio e nel frigorifero senza una logica sono comportamenti estremamente dannosi. La mancanza di tempo e di abitudini collaudate sono indicatori di un possibile spreco di alimenti.  

Le iniziative contro lo spreco alimentare 

Quando ci troviamo di fronte ad uno spreco alimentare, causato dalla nostra disattenzione in merito, ci sentiamo in una situazione scomoda. Sentiamo di aver buttato via denaro, che poteva essere investito in altro. Capiamo di aver fatto un grande danno all’ambiente. Esso è, tra l’altro, notevolmente provato dalla sola produzione di ciò che noi acquistiamo.  

In nostro aiuto arrivano moltissime associazioni e organizzazioni, che possono aiutarci nel percorso verso la sostenibilità alimentare.  

Per citarne alcuni: in molti supermercati e ristoranti, il cibo che non viene consumato (se ancora in buone condizioni) viene donato ai più bisognosi; l’associazione danese Stop Wasting Food ha realizzato un libro di ricette, realizzate nella maggior parte con avanzi che abbiamo in casa; in Germania sono nati dei frigoriferi condivisi, che (in modo volontario) si possono riempire con cibo che sta per scadere, a disposizione di tutti.  

L’iniziativa di Too good to go  

Negli ultimi mesi si è fatta strada l’organizzazione Too good to go, che si propone di combattere gli sprechi alimentari, in maniera molto originale e smart. Infatti, scaricando l’app apposita, si può prenotare del cibo, direttamente dai negozi locali. La particolarità del cibo in questione è che si tratta di tutti quegli avanzi alimentari che, senza questa iniziativa, rimarrebbero invenduti e quindi buttati.  

Quest’anno, Too good to go, ha lanciato un’ulteriore iniziativa. Si tratta di “Etichetta consapevole”, che viene applicata in aggiunta all’etichetta tradizionale dei prodotti. Invita, tramite alcuni consigli pratici, a non basarsi esclusivamente sul termine di scadenza. Infatti, alcuni prodotti, se in buone condizioni, hanno una tenuta superiore a quella indicata. 


Fonti:  

consumatorifvg.it 

leadershipmanagementmagazine.com

expo2015.org 

toogoodtogo.it 

foodweb.it

Credits: 

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