Assalto alla democrazia: irruzione al Congresso americano

Il 6 gennaio 2021, un gruppo di radicali sostenitori del presidente Trump ha preso d’assalto Capitol Hill, sede del Parlamento, nel momento in cui il Congresso era riunito per certificare l’elezione di Joe Biden. Le indagini sono ancora in corso e l’FBI sta cercando di identificare gli aggressori uno a uno, diffondendo le fotografie dei sospetti online e chiedendo aiuto a chiunque possa avere informazioni.

Lo sciamano di QAnon

Jacob Anthony Chansley, noto come Jake Angeli, colui che ha guidato il gruppo di rivoltosi, fa parte della setta complottista QAnon. Quest’ultima sostiene l’esistenza di una trama segreta che agirebbe contro Trump, pronto a scardinare il nuovo ordine mondiale. Jake Angeli si è presentato con il volto dipinto con i colori della bandiera americana e con un copricapo da vichingo; lui e i suoi seguaci, secondo la procura, sarebbero stati pronti a uccidere deputati e senatori. Ora lo sciamano chiede la grazia a Trump, sostenendo di aver solo accolto il suo invito a marciare su Capitol Hill.

Trump

Donald Trump continua a ribadire che le elezioni sono state in qualche modo corrotte e, al termine del suo comizio, lo stesso giorno dell’attacco, ha pronunciato queste parole:

Andremo fino al Campidoglio e applaudiremo i nostri coraggiosi senatori e deputati, ma solo se lo meritano. Non potremmo mai riprenderci il nostro Paese con la debolezza, dobbiamo dimostrarci forti.

Le sue dichiarazioni hanno ovviamente alimentato i suoi seguaci. Trump è stato poi invitato a fermare la rivolta, ma l’ex presidente si è limitato a postare un tweet dopo molte ore, con scritto: “Adesso dovete andare a casa. Bisogna rispettare la legge”. Nonostante ciò, non si è comunque sicuri della convinzione delle sue parole, dato che sua moglie Ivanka ha definito gli assalitori come patrioti.

Twitter ha in seguito sospeso l’account dell’ormai ex presidente.

Il ruolo della polizia

Durante gli scontri sono morte quattro persone: esito di un clamoroso fallimento della sicurezza. Il numero di poliziotti era troppo ridotto per far fronte a una folla di migliaia di persone. I rivoltosi armati, nel frattempo, marciavano su Capitol Hill, vandalizzandone le statue e derubando i vari locali. La lentezza della risposta della Capitol Police e dei rinforzi è stata fatale. Testimonianze mostrano uomini in divisa fraternizzare con i dimostranti, concedendogli il passaggio e scattandosi addirittura selfie con loro.

La Guardia nazionale è arrivata con 1000 soldati dopo due o tre ore dall’inizio della rivolta e ne ha impiegato più di tre per riprendere il controllo della situazione. La folla ha causato ingenti danni, compiendo attività criminali. Gli uffici del presidente della Camera Nancy Pelosi sono stati totalmente distrutti e sono inoltre stati ritrovati ordigni esplosivi improvvisati.

Conclusione

Non è la prima volta nella storia che il Campidoglio viene preso d’assalto. A causa del continuo incitamento alla violenza da parte dei conservatori, questo evento ha avuto modo di verificarsi, andando ad aggiungersi alle pagine nere della storia americana. Aggressioni così prepotenti denotano una profonda ignoranza, che mette in pericolo la democrazia con un vero e proprio attacco ai valori liberali. I leader del Congresso, dopo le rivolte, hanno confermato i risultati delle elezioni, dichiarando Joe Biden presidente, sperando in un futuro più luminoso per lo Stato americano.

Le decisioni di Biden, infatti, rovesciano la politica ambientale e anti-immigrazione di Trump, affrontano la pandemia, sostengono l’economia indebolita dalla crisi e ripristinano l’intenzione di Barack Obama di promuovere la diversità all’interno del Governo federale. Si sta già discutendo, infatti, della caduta del muro anti-immigrazione tra USA e Messico e della reintroduzione del Paese negli accordi di Parigi sul clima. Biden ha creato il ruolo del Coordinatore della risposta al COVID-19, che riferirà direttamente a lui e organizzerà la produzione nonché la distribuzione dei vaccini contro il coronavirus. In aggiunta, ha bloccato l’uscita degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Biden ha, inoltre, revocato l’ordine esecutivo di Trump che vietava alle agenzie federali e ad altre istituzioni di tenere corsi sulla diversità e sull’inclusione. In più, ha chiesto la formazione di un’agenzia che si occupi di combattere il razzismo all’interno delle organizzazioni federali. Un altro ordine esecutivo rafforza la legge del 1964 che vieta al governo federale di discriminare le persone sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Insomma, una vera e propria rivoluzione in positivo per il Paese, che sembra respirare finalmente un’aria più democratica.

 

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