Come viene strumentalizzato l’antifascismo

Le definizioni a volte possono essere fuorvianti, come ad esempio quella che si riferisce all’antifascismo. È necessario esaminarle.

Facciamo un po’ di chiarezza

Il termine antifascismo nasce come “una opposizione al fascismo. Questo viene indicato come fenomeno non limitato alla sola Italia.”

Negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale assunse, quindi, in Italia le caratteristiche di un orientamento prettamente politico, ma anche culturale e sociale.

Valorizza dunque la Resistenza come momento fondante della Costituzione.

Si oppone quindi a comportamenti antidemocratici, di autoritarismo e di intolleranza.

Sulle piazze d’Italia e non solo

Le ideologie si scontrano sulle piazze.

Proprio come nell’antica Grecia, in cui il pensiero umano si incontrava e discuteva in un luogo simbolicamente centrale, ossia l’agorà, ancora oggi assistiamo a questo fenomeno.

In più si deve aggiungere che la società è evoluta e ora la nuova agorà è rappresentata dai mezzi di comunicazione e i social media.

Ideologie contrapposte

Come tutte le ideologie contrapposte, il fascismo e l’antifascismo si scontrano sulle piazze, tramite cortei e comizi.

Un esempio molto noto di strumentalizzazione potrebbe essere il dibattito nato tra Bernardo, candidato sindaco del centrodestra a Milano e Sala, il sindaco di Milano.

Costui ha affermato la seguente frase: “credo di essere antifascista come tutti gli italiani e anche che la mia storia parli da sola“.

A tal proposito, i lettori potrebbero chiedersi cosa possa esserci di ambiguo in questa affermazione, se non che in seguito abbia anche affermato “non distinguo le persone tra fasciste e antifasciste se non per uomo, donna e persone oneste”.

Dunque, coloro che leggono queste frasi e sono tendenzialmente di sinistra, potrebbero subito pensare che Bernardo, abbia implicitamente dichiarato il suo pensiero, quello di destra – ma non risulta affatto essere così.

Accuse e risposte

Bernardo, alle accuse di Sala, sostenitore della sinistra, rispose che il suo pensiero antifascista sta nei fatti, non nelle etichette.

In effetti, i fatti sono quelli che parlano di più, che mostrano realmente le situazioni.

La sinistra è stata messa con le spalle contro al muro, con una semplice frase: non distinguo.

La strumentalizzazione dei pensieri e l’errore sono dunque dietro l’angolo.

In periodo elettorale

Durante il periodo elettorale, è molto facile che si strumentalizzi il proprio pensiero per cui si lotta veramente.

C’è il rischio, appunto che si sfrutti ideologie per ricevere più voti possibili.

Antifascismo, lotta per i diritti umani e molti altri sinonimi di libertà, possono diventare strumenti di facile attacco e difesa.

Non si esclude però che il fascismo possa non essere strumentalizzato.

La necessità di riconoscere e non strumentalizzare

Non è forse la strumentalizzazione stessa, sinonimo di limitazione?

Probabilmente tutto ciò che viene usato a scapito dei propri interessi, non è più sinonimo di neutralità e libertà, proprio perché perde il ruolo essenziale, la terminologia in senso stretto.

Nel caso esaminato, tra il sindaco Beppe Sala e Bernardo, quest’ultimo ha espresso un pensiero che è subito stato interpretato da Sala col pensiero di sinistra.

Non è stata valutata la frase e l’opinione espressa, ma solo l’apparenza.

Ogni volta che…

Tutte le volte che dichiariamo antifascista o fascista un concetto davanti a qualcuno, un’opinione o qualsiasi altra ideologia, dobbiamo valutare l’interlocutore che abbiamo davanti.

Un concetto antifascista potrebbe diventare fascista e viceversa in base al punto di vista.

Ostentare l’adesione ai valori riguardo qualcosa potrebbe diventare un’arma a doppio taglio.

Pasolini

Pasolini scriverà il “fascismo degli antifascisti”.

Questa frase non è stata capita subito e anche oggi molto spesso non viene interpretata correttamente.

Pasolini intendeva attaccare dunque la DC, il presidente della Repubblica Saragat, la Rai.

Erano tutti colpevoli di ignorare alcune richieste di Marco Pannella, in sciopero per la fame da mesi.

Erano questi, non certo coloro che si opponevano nelle piazze alla violenza neofascista, gli «antifascisti».

Secondo Pasolini si stavano comportando da veri e propri fascisti.

Questo esempio può chiarire meglio il concetto della strumentalizzazione dell’antifascismo.

Questa può avvenire in qualsiasi modo, la manipolazione delle proprie idee, opinioni, atti a scopo personale e pubblico.

Coloro di cui parlava Pasolini erano nominalmente antifascisti, ma erano allo stesso tempo cinici poiché passavano da una sponda all’altra col neofascismo.

Conclusioni

È opportuno quindi, analizzare tutte le situazioni altrimenti si rischia di cadere nell’ambiguo, occorre attuare un processo di decostruzione del pensiero, senza farsi ingannare da frasi e pensieri già fatti.


Fonti:

treccani.it

tp24.it

milanorepubblica.it

centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it

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