Cinesi in Italia: tra integrazione e autosegregazione

Cinesi in Italia

I cinesi in Italia rappresentano una comunità massiccia e diffusa. Le seconde generazioni dimostrano un’integrazione positiva, mentre le prime generazioni faticano (in molti casi) a trovare un equilibrio.  

cinesi in Italia

La globalizzazione e la migrazione 

In qualsiasi città italiana si può facilmente trovare un ristorante etnico. Possiamo passare una serata in un ristorante che ci propone dell’ottimo sushi. In alternativa, possiamo provare quel nuovo ristorante messicano che ha appena aperto. Questo fenomeno, in cui ci troviamo tutti coinvolti, fa parte della globalizzazione.  

Il mondo non è più diviso in aree geografiche predefinite. O meglio, lo è solo nella teoria. Nella pratica ci troviamo in un mondo interconnesso, che ci permette di annullare le distanze. Le migrazioni in atto, in diversi paesi del mondo, stanno assumendo proporzioni gigantesche.  

Le persone migrano, nella maggior parte dei casi, per trovare condizioni di vita migliori. Spesso si trovano in una situazione negativa nel proprio paese d’origine, e sperano di trovare lavoro e paghe soddisfacenti nel paese di accoglienza. Inoltre, al numero di migranti regolari vanno aggiunti casi particolari, come i rifugiati politici.  

Non solo cinesi: numeri degli immigrati in Italia 

In particolare, volendo analizzare il contesto italiano, possiamo dire che la quantità di persone che migrano verso il nostro paese è aumentata, nel corso degli ultimi decenni, in maniera esponenziale.  

Il numero di stranieri che risiedono in maniera legale in Italia, nel 2021, equivale a 5.035.643. D’altra parte, andando a considerare solo le comunità di migranti che non provengono dall’Unione Europea, possiamo dire che i migranti maggiormente numerosi sono: marocchini, albanesi, cinesi, ucraini.  

Si è constatato che i migranti cinesi in Italia, nel 1980, erano 3.500. Nel corso degli anni questa comunità si è allargata molto, arrivando a contare più di 300 mila persone. Si tratta, ad oggi, della terza comunità maggiormente numerosa in Italia.  

Storia del radicamento dei cinesi in Italia 

La migrazione cinese sul territorio italiano ha una crescita prettamente recente. Infatti, fino agli anni 80 erano pochi i cinesi che sceglievano di venire a vivere in Italia. La prima grande ondata migratoria si ebbe negli anni 80, a seguito delle leggi sul libero mercato e allo sviluppo industriale. Molti cinesi furono attratti dalla possibilità di aprire piccole imprese in Italia.   

Nel 1990 già si contavano più di 20 mila cittadini cinesi sul territorio italiano. Iniziano a diffondersi, in questo periodo, i primi ristoranti etnici gestiti da cinesi. Con l’avvento della globalizzazione, i cinesi in Italia iniziano a dedicarsi a settori diversi, quali quello dell’abbigliamento e delle calzature. Attualmente il 67,5 per cento dei lavoratori cinesi si occupa proprio di ristorazione o di commercio.  

Le città che ad oggi ospitano un maggiore numero di cinesi sono: Milano, Prato, Roma, Torino.  

Le seconde e terze generazioni  

I cinesi in Italia sono una delle comunità maggiormente stabili. Quando decidono di emigrare dal proprio paese d’origine, lo fanno consapevolmente e costruiscono nuclei solidi nel paese di accoglienza.  

Possiamo notare come il 70 per cento dei minori di questa comunità di migranti è nata in Italia. Si tratta di persone che ricevono una completa educazione improntata sull’italiano. Sono quindi perfettamente in grado di parlare l’italiano, mostrando un’integrazione perfetta.  

Le seconde e le terze generazioni sono motivo d’orgoglio, sia per la comunità cinese che per quella italiana. Dimostrano come due culture e civiltà diverse, come quella cinese e quella italiana, si possano unire, formando persone istruite e capaci in diversi ambiti lavorativi.  

China town di Milano 

Il più famoso quartiere cinese in Italia si trova a Milano. Questo quartiere si estende lungo via Paolo Sarpi ed è caratterizzato da locali, ristoranti e negozi tradizionali. A Milano vivono circa 27.000 cinesi, secondo le ultime statistiche, tra i quali molti vivono e lavorano proprio nel quartiere di China Town. Esso è caratterizzato anche dall’Oriental Mall, un centro commerciale che al suo interno ospita il maggiore supermercato etnico in Italia.  

Prato  

La cittadina toscana ospita una delle maggiori comunità di cinesi in Italia e in Europa. Per rendere l’idea della loro massiccia presenza sul territorio cittadino, i cinesi raggruppano al loro interno la metà della popolazione straniera di Prato. 

I cinesi arrivati nella città, ormai decenni fa, decisero di intraprendere progetti imprenditoriali, specialmente nel settore tessile. Ed è qui che hanno trovato la loro fortuna, sbaragliando la concorrenza, anche e soprattutto grazie ai costi di produzione bassi.   

Nonostante ci siano più di 6.000 imprese cinesi operanti nella città di Prato, la ricchezza che arriva grazie ad esse non sembra portare benefici a tutta la città. Infatti, molto spesso queste imprese tessili assumono solo personale di provenienza cinese. C’è anche chi accusa gli imprenditori cinesi di evasione fiscale e di concorrenza sleale.  

La questione della lingua  

È innegabile che la lingua cinese sia distante anni luce da quella italiana. Il cinese utilizza una fonologia diversa da quella delle lingue romanze. Inoltre, un’altra differenza riguarda il tono. Infatti, ogni sillaba cinese può essere letta con quattro toni diversi. Se consideriamo la scrittura, possiamo dire che in cinese ogni carattere si associa ad una sillaba, che a sua volta si associa ad un significato. Ciò rende il numero dei caratteri possibili praticamente infinito.  

Le differenze e le analogie tra italiano e cinese fanno parte di un argomento molto ampio, che richiederebbe approfondimenti. Nonostante ciò, è innegabile che l’approccio ad una delle due lingue, quando si ha come lingua materna l’altra, è impegnativo e richiede tempo ed energie.  

Ciò spiega perché molto spesso le prime generazioni di migranti cinesi non siano ancora arrivate ad esprimersi correttamente in italiano, nonostante gli anni passati nel nostro paese. Questo divario può essere colmato attraverso iniziative di integrazione, come programmi di apprendimento specifici per migranti.  

La volontà di integrazione deve essere, in qualsiasi modo, valorizzata. Infatti, sono molte le associazioni e le iniziative che cercano di creare un ponte tra le due culture, cercando un modo per coniugare l’integrazione con la valorizzazione delle tradizioni della cultura d’origine.  

 


Fonti:  

tuttiitalia.it

piuculture.it 

startingfinance.com 

wikipedia.org 

piuculture.it 

blog.italotreno.it

linguisticamente.org

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