Confini, limiti, frontiere e i muri che dividono

Cosa intendiamo per confini e frontiera 

Di solito tendiamo ad utilizzare il termine confini ed il termine frontiere come due sinonimi. Tuttavia, sono due concetti diversi tra di loro. Per “confine” intendiamo una linea immaginaria che separa due stati. In geografia politica, il confine rappresenta la linea che divide lo spazio sotto la giurisdizione di uno Stato dallo spazio sotto la giurisdizione di un altro Stato.

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Il termine “frontiera”, invece, indica una parte di territorio che si trova vicino al confine tra due Stati. Quindi il concetto di frontiera viene inglobato necessariamente in quello di confine. La frontiera può indicare il passaggio, a seguito di controlli, da un paese all’altro.  

I confini nell’attualità  

L’epoca in cui ci troviamo a vivere è costellata di situazioni in cui il concetto di confine/frontiera è molto discusso. Viviamo in un mondo globalizzato, in cui siamo interconnessi continuamente con gli altri. Possiamo parlare con qualcuno dall’altra parte del mondo, in qualsiasi momento. Possiamo prendere un aereo che, in pochissimo tempo, ci porta in un paese a tantissimi km da dove viviamo.  

La distanza geografica sembra essersi ormai annullata del tutto. Cerchiamo di abbattere tutti i muri e tutte le barriere che c’erano in passato. Lottiamo per l’uguaglianza e per rendere il mondo accessibile a chiunque. Nonostante ciò, purtroppo, la strada da percorrere in questo senso è ancora lunga ed in salita. I problemi legati al concetto di confine sono numerosi. 

Confini: la vicenda della Grecia 

Si è tornato a parlare di confini proprio nel corso delle ultime settimane. Infatti, il governo greco ha annunciato la volontà di utilizzare un muro per frenare l’arrivo dei rifugiati afghani 

La situazione drammatica con la quale l’Afghanistan si sta trovando a fare i conti è ormai di dominio pubblico. Da quando il paese è assediato dai talebani, la popolazione sta cercando in ogni modo di scappare dal paese.  

Dal momento che molte persone fuggono in Turchia e successivamente vogliono entrare in Grecia, il governo ha deciso di agire prontamente. Il muro, lungo 40 km, è sorvegliato notte e giorno, in modo tale da impedire l’accesso di una quantità ingente di persone in fuga.

La vicenda del Messico  

Andando indietro nel tempo, non possiamo non citare la situazione che si è venuta a creare al confine tra Messico e Stati Uniti. La costruzione di un muro che separa i due paesi è iniziata nel 1990, sotto la presidenza Bush.  

Questa barriera è stata voluta come strumento di prevenzione, contro le ondate di clandestini che cercavano di entrare negli USA. Dalla sua costruzione, il muro è stato ampliato numerose volte, anche con l’aggiunta di strumenti di sorveglianza sempre più sviluppati.  

Questo muro, esistente quindi da diversi decenni, è tornato al centro delle cronache mondiali in seguito alle dichiarazioni dell’ormai ex presidente Trump, che aveva intenzione di completare la sua costruzione. Le sue idee contrarie all’immigrazione hanno scatenato numerose polemiche, specialmente da parte di chi è a favore dell’accoglienza.  

La questione dello ius soli  

Ultimamente si è parlato molto del concetto di ius soli, ma cosa si intende quando si pronuncia quest’espressione?  

Si tratta di una norma giuridica che indica la possibilità di ottenere la cittadinanza di un paese, nel momento in cui si è nati in questo determinato paese. Ciò indipendentemente dalla cittadinanza dei propri genitori.  

Sebbene in altri paesi lo ius soli si applichi incondizionatamente, in Italia il discorso è maggiormente complesso. Infatti, la cittadinanza per ius soli viene concessa solo a figli di persone ignote e di persone che non hanno altre cittadinanze. Infine, a figli di persone che non possono, per diversi motivi, trasmettere la propria cittadinanza ai figli.  

Ciò ci fa rendere conto di come siano esclusi da queste condizioni moltissime persone, che devono aspettare il compimento della maggiore età oppure affrontare un iter burocratico molto lungo per ottenere la cittadinanza italiana.  

Le ultime Olimpiadi

Lo ius soli ha monopolizzato le discussioni di attualità italiana in occasione delle ultime Olimpiadi di Tokyo. Il gruppo di atleti italiani ha sorpreso tutti per i record e le medaglie conseguite. E non è passato inosservato il fatto che molti atleti azzurri hanno in realtà origini straniere.   

Se questa circostanza deve rappresentare un vanto per l’Italia, che si presenta al mondo come una nazione accogliente e globalizzata, riaccende comunque il dibattito sullo ius soli.  

Il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano ha proposto di legalizzare uno ius soli sportivo, quindi la concessione della cittadinanza ai giovani atleti che si distinguono per la propria bravura nello sport, pur non rientrando nelle categorie dello ius soli tradizionale.  

Ed è da qui che è partito il dibattito. Come sottolineato da un articolo de «il Fatto Quotidiano», questa proposta di ius soli sportivo risulta opportunistica. Non serve a nulla, infatti, concedere questo beneficio solo a chi contribuisce ad alzare la posizione italiana nel medagliere olimpico.  

Garantire la cittadinanza a chi nasce e cresce in Italia deve essere un obbligo morale dello Stato, che dovrebbe cercare di agevolare in tutti i modi la vita di chi ha scelto di vivere in questo paese.  

Cosa c’è di sbagliato nell’innalzamento dei confini? 

Tutti i casi presi in esame, dal muro in Grecia alla vicenda dello ius soli, ci fanno comprendere quali siano le problematiche attuali. Innalzare muri, negare la cittadinanza, fermare l’ingresso di persone sono tutti comportamenti discriminatori. 

Sono comportamenti inaccettabili in qualsiasi momento storico, figuriamoci nell’attualità. Viviamo un’epoca di continui cambiamenti, che necessita della completa apertura mentale verso qualsiasi tipo di diversità. Ma poi, diverso da chi e da cosa?  

 


Fonti:  

cultura.biografieonline.it

tg24.sky.it

it.wikipedia.org

ilfattoquotidiano.it

it.wikipedia.org

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