Corea del Sud: il fenomeno delle Molka

Un termine curioso come molka in realtà nasconde un significato molto negativo. Infatti rappresenta la pratica, tristemente molto diffusa in Corea del Sud, di spiare e filmare le donne nei luoghi più vari. I luoghi più gettonati sono i bagni pubblici, le cabine nei negozi di abbigliamento e gli hotel. Ciò ha portato le donne a controllare scrupolosamente ogni luogo in cui si trovano, in cerca di telecamere o buchi nelle pareti.

Pensare che la propria privacy e la propria intimità possano essere violate in questo modo da occhi estranei è raccapricciante. Questo fenomeno delle Molka è stato portato alla luce in Corea del Sud, dove episodi del genere sono sempre più numerosi. Infatti alcuni uomini hanno installato, ad esempio nelle prese della corrente, delle micro-camere in 30 diversi alberghi. Questi hotel sono situati in varie zone del paeseMolte persone sono quindi state riprese senza il loro consenso, in un contesto intimo e privato. I video incriminati sono stati poi pubblicati su piattaforme di streaming, cui qualunque persona poteva avere accesso, in cambio di una cospicua somma in denaro. Questo fenomeno sta crescendo esponenzialmente nel paese asiatico.

Basti pensare che nel 2012 i crimini segnalati riguardanti micro-camere nascoste nel Sud della Corea erano 2400. Nel 2017 il numero è cresciuto a ben 6500. C’è da considerare il fatto che ben il 97 per cento dei responsabili di pratiche di questo tipo sono uomini, mentre l’80 per cento delle vittime è una donna. Per contrastare questa tragica realtà, recentemente 22 mila donne coreane hanno deciso di marciare e contestare in piazza, anche arrivando ad una vera e propria caccia” alle micro-camerecon l’intento di rendere il proprio paese più sicuro, almeno in minima parte. A poco però sembrerebbero servire le proteste pubbliche di chi pensa che quello delle Molka sia un fenomeno da debellare subito.

Manifestazione in Corea

LE DISCRIMINAZIONI DI GENERE IN COREA DEL SUD

Nonostante la legge coreana preveda il carcere per questo reato, nel 2017 solo il 2 per cento dei responsabili è stato effettivamente incarcerato. Tra gli arrestati spicca anche una donna, colpevole di aver segretamente filmato un modello che stava posando nudo per una lezione di disegno all’università, pubblicando poi il video su internet. A far infuriare l’opinione pubblica è proprio il fatto che, in quanto vittima un uomo, la responsabile sia stata prontamentincarcerata. Al contrario, gli uomini colpevoli sarebbero trattati con maggiore indulgenza La cultura coreana e asiatica è molto incentrata sulla disparità di genere. Infatti la donna è molto spesso sottomessa, e un evento come la pubblicazione di materiale pornografico può portare al totale disonore. 

NELLA SFERA DEL K-POP

Ciò potrebbe giustificare la portata imponente che ha avuto questo fenomeno in Corea, dove è stato colpito anche il famoso mondo del K-POP, che è il più famoso e redditizio genere musicale dell’Asia. Infatti, la star coreana Jung Joon-young è stato accusato e in seguito incarcerato poiché ha stuprato una donna ubriaca e priva di sensi. Inoltre ha filmato l’intera scena e l’ha divulgata sulle reti social. Nel novembre del 2019 invece, la cantante solista Goo Hara è stata trovata morta suicida, dopo aver cercato di togliersi la vita anche diversi mesi prima. Tra le vicende che la riguardavano, anche la lotta legale contro le minacce del suo ex-fidanzato, che intendeva rendere pubblici alcuni loro video privati. Evidentemente la pressione psicologicasottolineata dal fatto che la sua immagine era sotto gli occhi di tutti, l’hanno portata a commettere questo gesto tragico.

Sta di fatto che spiare qualcuno senza il suo consenso, oltre che diffondere materiale compromettente su internetè un reato gravissimo, oltre che una violenza a tutti gli effetti nei confronti della persona che ne cade vittima. Casi del genere non sono da considerarsi solo esclusiva della Corea del Sud. Infatti in tutto il mondo si utilizzano prove personali e intimi per ricattare e rovinare la reputazione di persone inconsapevoli.

I CANALI TELEGRAM IN ITALIA

Recentemente, in Italia è stato reso noto il caso di alcuni gruppi Telegram, il cui scopo principale è lo scambio di materiale pornografico e pedo pornografico. Molto spesso questi scambi avvenivano tra ex-compagni di donne comuni, che si sono trovati tra le mani foto e video intimi. Dopodiché decidevano di diffonderli senza esitazioni. A spingerli solo la rabbia per una relazione finita. Il dettaglio più raccapricciante è che le foto incriminate raffigurano anche minori e spesso a fornirle agli altri membri dei gruppi sono proprio i genitori. La scelta di collocare questi gruppi proprio sulla piattaforma di Telegram è da ricercare nel fatto che quest’ultima garantisce l’anonimato. Inoltre non è caratterizzata dalla censura, che è parte integrante degli altri social media.  

La continua evoluzione e diffusione delle reti social ha contribuito ad ampliare in modo spropositato questa problematica. La situazione odierna è inquietante e inaccettabile senza ombra di dubbio. Vedersi strappata la propria intimità in questa maniera è scandaloso. A maggior ragione se, oltre a stare attenti quando mandiamo video di un certo tipo, dobbiamo preoccuparci anche quando conduciamo la nostra vita di tutti i giorni. Bisogna rendersi conto di quanto sia profondamente sbagliato appropriarsi della vita sessuale e intima di qualcuno che, di questo appropriamento indebito, non ne è consapevole 


 FONTI 

The New Daily

 The Verge

CREDITS:

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