Criptovalute: solida realtà o illusione?

Il futuro sarà davvero basato su questa nuova forma di scambio monetario? Ed è davvero la miniera d’oro che ci dipingono o ci sono degli elementi oscuri dietro il loro uso? E qual è il motivo per cui tanti governi internazionali osteggiano la diffusione delle criptovalute?

Riflettere criticamente

Le caratteristiche del mercato monetario virtuale, rispetto al sistema finanziario mondiale, possono riassumersi in 5 parole: decentramento, anonimato, tracciabilità, legiferazione e controllo.

Introduzione alle criptovalute

Nel dicembre del 2019, il New York Times, ha stilato un elenco contenente le venti parole più influenti dell’ultima decade: tra queste, ben sette (sviluppo, innovazione, progresso, futuro, deep learning, criptovalute e gamification) hanno un ambito inerente o riferito all’aspetto tecnologico finanziario.

La spinta progressiva tecnologica ha stravolto e continua a stravolgere i metodi tradizionali di adattamento finanziario alla vita quotidiana. I piani per il futuro sembrano volti ad una obsoletizzazione di una moltitudine di schemi d’acquisto “tradizionali”, a favore di un “one-click-buying”, ovvero una tecnica d’acquisto che permette al cliente di comperare e ricevere l’articolo di suo interesse, con un singolo click, comodamente da casa.

In un primo momento le conseguenti ripercussioni hanno avuto un impatto devastante specialmente sulle piccole imprese artigianali, i cui settori considerati di nicchia (come quello manifatturiero, discografico, artigianale etc.) vivono probabilmente una delle crisi più importanti della storia contemporanea.

Tra le più interessanti applicazioni della tecnologia digitale al settore finanziario spicca la nascita e la diffusione delle criptovalute (o valute virtuali): ad oggi si stimano oltre duemila criptovalute disponibili per l’acquisto o la vendita.

Definizione e applicazione delle criptovalute

Trattasi di monete virtuali decentralizzate, ovvero non appartenenti al controllo di istituti finanziari o governi. È possibile investire o fare trading sulle criptovalute come su qualsiasi altra valuta.

Il sistema di mercati delle criptovalute è da considerare alla stregua di altri mercati finanziari, ovvero flessibile, e dipendente da domanda e offerta.

Tuttavia, non disponendo appunto di un ente centrale, a differenza del denaro liquido non hanno indici che nei mercati e nelle borse possono creare dei “trend” destabilizzanti o incrementali per i rialzisti e i ribassisti.

Per fare un esempio riguardo le transazioni e la loro gestione: nel caso in cui un utente medio effettui una operazione, la stessa conterrà il codice del portafoglio dell’utente, il codice portafoglio del ricevente, e l’importo della transazione.

La transazione viene trasmessa al network che la gira a tutti i computer affinché venga conosciuta, e successivamente approvata.

Lo sviluppo del mercato monetario, invece, che nel corso della sua storia ha subito diverse battute d’arresto, e altrettanti picchi di sviluppo, ha determinato una generale incertezza e disorientamento riguardo misure tutelari e regolamentari, da parte dei governi mondiali, al fine di garantire una maggiore tutela verso finestre finanziarie che possono risultare nuove – o rappresentare una minaccia verso i nuovi investitori.

Legislazioni e comportamenti dei singoli stati

Ad oggi, dal punto di vista giuridico e legislativo, non esistono procedure universali né leggi condivise da più nazioni in merito all’ambito delle criptovalute, per una serie di ragioni.

L’assenza di un ente in tutela delle criptomonete, ad esempio, rende il mercato particolarmente esposto in base alle leggi della domanda e dell’offerta e quindi soggetto a una estrema volatilità.

Essendo oltretutto, la struttura portante del sistema, decentralizzata non è possibile imputare ad un solo ente o soggetto la coniazione di moneta virtuale, impossibilitando conseguentemente l’individuazione di figure responsabili.

La conseguenza è un trattamento legislativo soggettivo riguardante il mercato virtuale, che varia di stato in stato: un esempio può essere dato dagli USA nei quali la federalità della loro natura ha comportato asset giudiziari differenti in ciascuno dei loro stati. Infatti, seppur le cripto-valute siano legali negli Stati Uniti, non c’è un approccio legale coerente con esse, e le leggi federali non sembrano essere d’accordo su cosa sia in realtà una cripto-valuta.

In ambito Europeo, non esistono restrizioni o normative in alcun paese che vietino l’uso di criptovalute, a differenza delle regole per gli scambi che variano da uno Stato membro all’altro.

La stessa tassazione può variare dallo zero al cinquanta percento di paese in paese. Ad oggi, inoltre, il Parlamento Europeo non ha approvato alcuna legislazione specifica in materia di crittografia.

La Russia ha di recente iniziato a vietare l’uso di criptovalute, considerate come sostituto non affidabile del denaro liquido, allineando la sua politica alle recenti leggi del 2019 che hanno reso illegali nel paese i sostituti del denaro.

Nuove proposte, addirittura, sono state avanzate ai fini di confiscare le criptovalute, per quanto sia abbastanza difficile capire come si possa confiscare un bene virtuale anonimo e decentralizzato.

 


 

Fonti:

consob.it

borsaitaliana.it

cmcmarkets.com

wired.it

Copertina:

doveinvestire.com

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