Il fascismo nel mondo

È brutto solo pensarlo e mi duole il cuore dirlo, ma purtroppo, cari miei, il fascismo esiste ancora.

Non si presenta nella maggior parte dei casi uguale al fascismo del ventennio italiano, ma sicuramente ha molti tratti in comune. Non è quasi mai dichiarato da chi lo pratica, se non qualche eccezione, e, ahimè, non è difficile da identificare. Non lo troviamo solo a livello istituzionale o politico, ma è ancora presente in alcuni di noi e si manifesta in situazioni alle volte quotidiane.

Il fascismo c’è in tutto il mondo, da Nord a Sud, dall’Europa agli Stati Uniti. Certo, fortunatamente prevale di gran lunga la democrazia (almeno l’intento e le istituzioni), ma essa è costretta a guardarsi costantemente alle spalle, perché lo spettro del fascismo torna alle volte a soffiargli sul collo.

Come detto, le forme in cui si presenta il fascismo sono diverse, talvolta nuove e nascoste. Per comprendere il fenomeno è necessario allargare i nostri orizzonti, ovvero non pensare al fascismo solo nel modo in cui si è caratterizzato in Italia dagli anni Venti al 1945. Certo, i principi e le idee sono comuni con alcune dittature odierne, ma bisogna andare oltre all’aspetto politico. Solo in questo modo potremmo notare come certi comportamenti e atteggiamenti sono di matrice e intento fascista.

A livello istituzionale

Proviamo a identificare quali Stati attualmente rientrano nella categoria. Se elenchiamo anche solo alcune delle caratteristiche che compongono il fascismo, possiamo trovarli senza grandi problemi: assenza di pluralismo politico, divieto di qualsiasi forma di dissenso, abolizione della libertà di stampa e opinione, presenza di un leader o di un gruppo ristretto di individui al potere, elezioni corrotte, uso della violenza e tanto altro ancora.

Osservando le voci appena elencate, è facile trovare subito alcuni Stati dittatoriali/fascisti. Ne è esempio la Corea Del Nord, dove le notizie che ci arrivano sono sempre poche e insufficienti. E quello che sappiamo è che il personaggio al comando vuole dare prova di forza a livello militare e mette a tacere (per sempre) anche solo chi prova a dire ma.

Un altro esempio che possiamo nominare è l’Arabia Saudita, dove le donne sono, ancora oggi, trattate come un oggetto qualsiasi e dove la dinastia autoritaria al comando è sempre al centro di scandali per violazione dei diritti umani. Un proverbio saudita afferma: “Una ragazza non possiede altro che il suo velo e la sua tomba”. Qui non esiste, come nello Stato citato prima, libertà di espressione e di opinione e addirittura è ancora in vigore la pena capitale. Sì, signore e signori, stiamo parlando di quel Paese che qualcuno ha avuto il coraggio di definire il “nuovo Rinascimento”.

Sotto gli occhi di tutti, soprattutto per il caso dell’aereo dirottato qualche settimana fa, abbiamo la Bielorussia di Lukashenko. Ultimo Paese europeo dove vige ancora la pena di morte e dove il suo Presidente è in carica dal 1994 e costantemente le elezioni che lo vedono vincitore sono contestate. Il dirottamento di cui sopra è stato ordinato per arrestare un giornalista, attivista e oppositore al regime. Anche l’anno scorso tre persone sono state arrestate durante delle proteste e sono letteralmente scomparse per giorni interi e infine processate con l’accusa di terrorismo politico.

Anche il Brasile, dopo le elezioni del 2018, con l’avvento dell’attuale presidente Bolsonaro, ha instaurato una sorta di dittatura militare, visto che più della metà dei ministri viene dall’esercito e vi sono quattromila ufficiali all’interno degli stessi ministeri. Fino a qualche mese fa si parlava addirittura di un possibile golpe militare. Bolsonaro è leader dell’estrema destra ed ex militante dell’esercito. È stato più volte soprannominato il “Trump brasiliano” e questo la dice lunga sul suo comportamento e i suoi atteggiamenti.

La lista degli Stati con caratteristiche fasciste e dittatoriali è purtroppo molto lunga. Gran parte degli Stati africani segue linee filo-fasciste e dittatoriali, come il Congo, il Ciad, il Burundi e altri. Dittature prevalentemente militari che si mischiano e danno origine a guerre civili infinite che portano come risultato solamente morti e devastazione.

In casa nostra

Senza necessariamente varcare i confini nazionali abbiamo anche noi le nostre gatte da pelare. Nel nostro Stato sono diverse le associazioni e le organizzazioni politiche di stampo fascista. Molte di queste, tra l’altro, lo hanno dichiarato pubblicamente. CasaPound per dirne una. O Forza Nuova che verso la fine del 2020 si è sciolta per dare vita a Italia Libera (insieme ai gilet arancioni e i no mask). Queste due organizzazioni menzionate sono sempre protagoniste di vari scontri che si sono susseguiti soprattutto durante le proteste nell’attuale periodo pandemico. La loro arma principale è la violenza, il disordine, il razzismo e l’odio. Non hanno altro, ma come ben sappiamo queste idee e convinzioni sono più pericolose delle armi da fuoco.

Gli stessi partiti nazionali di maggior spessore come la Lega e Fratelli d’Italia sono stati parecchie volte a contatto con tali associazioni. I rispettivi segretari di partito, ovvero Salvini e Meloni, sono spesso punzecchiati in comportamenti non proprio partigiani, bensì il contrario. Per esempio, nel 2013 il leghista aveva twittato nel giorno della festa della Repubblica italiana: “Notte serena Amici, oggi non c’è un cazzo da festeggiare”.

Azioni fasciste

Il fascismo attuale è diverso da quello del passato. È diverso da quello di Mussolini o di Franco ma si basa su idee comuni che si allargano ai nuovi fenomeni del mondo contemporaneo. L’odio verso il diverso, verso chi non ha la stessa cittadinanza o la stessa pelle la fa da padrone. Il fascista di oggi è quello che per esempio non si dispiace di vedere i migranti morire in mare perché pensano che siano un problema per il suo Paese, perché li vede come dei nemici da cui difendersi. Il fascista di oggi assale le istituzioni con la forza, come a Capitol Hill in America lo scorso gennaio. Il fascista di oggi diventa un terrorista e organizza stragi, come Anders Breivik in Norvegia nel 2011 o come Luca Traini a Macerata nel 2018.

Simile al passato troviamo gli assalti in stile squadrista di Alba Dorata, partito di estrema destra nato e sviluppatosi in Grecia. Pochi mesi fa è stata finalmente dichiarata come organizzazione criminale dopo l’uccisione di un trentaquattrenne di Atene. Alcuni dei suoi leader e militanti sono stati arrestati e incarcerati. Nonostante questo, sull’esempio delle squadre d’assalto nazifasciste appunto, dal 1980 hanno continuato a produrre azioni violente, a suon di manganello e coltelli, contro stranieri, sindacalisti e attivisti.

Resistere

Se vogliamo fare un bilancio globale possiamo affermare che il fascismo, il nazifascismo e la dittature sono in generale ancora saldamente presenti sull’intero pianeta. Si districano a volte in azioni solitarie, aggirando e penetrando nelle istituzioni. È necessario, per vivere da persone libere, combattere democraticamente queste azioni e chi le compie. Siamo chiamati nuovamente a resistere, a non farci abbindolare da chi crede che con la violenza e il silenzio si costruisca un mondo migliore. Questa fiamma nera che continua a bruciare deve essere spenta il prima possibile se non vogliamo ricadere nel baratro e vivere in un mondo pieno di odio, violenza, privo di diritti e libertà.

 

Fonti:

Iltascabile.com

Internazionale.it

Businessinsider.com


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