Il giornalismo in Italia

Il giornalismo in Italia è un po’ come i cinepanettoni: quando li guardi da piccolo li apprezzi e ti fanno ridere, poi quando cresci inizi a desiderare un umorismo diverso da una scorreggia mollata mentre si fa uno squat. 

Così come gli articoli di giornale: all’inizio ti sembrano ok, poi cresci e inizi a vedere tante piccole cose, che poi diventano sempre più grandi. 

Fake news 

Ovviamente non si possono non nominare le fake news, l’essenza vitale che simultaneamente nutre il divertimento e l’ignoranza. 

È divertente perché non penseresti mai che una notizia come “clisteri fatti con le cipolle intere possono curare la calvizie possa essere presa sul serio da qualcuno. 

Il problema inizia quando Piercristoforo, quell’amico un po’ ignorantello ma buono, ti chiama dicendo che ha un problema con una cipolla. 

Il tutto si complica quando la notizia riguarda qualcosa di più importante, come notizie politiche, vaccini e più o meno con qualsiasi notizia importante. 

Perché più è importante, più le fake news saranno elaborate e numerose. 

Tutto questo sommato al fatto che la società italiana sia composta da tantissime persone che non riescono a scindere fonti, non dico accreditate ma per lo meno decenti, da sito tuttoquellochedevisapere,matuttotutto.org non dà uno splendido risultato. 

Tanti giornali 

In Italia, per fortuna, abbiamo tanti giornali: siamo una democrazia. Il tempo dell’insegnamento all’olio di ricino è finito, quindi è giusto che ci sia la possibilità di avere tante fonti di informazioni. 

Avere tante fonti, però, implica avere tanti pareri diversi, che siano poi più o meno giusti è un discorso diverso. 

Avere tanti pareri diversi significa che per trovare la versione completa di una vicenda bisogna sbattersi un pochino. 

Azzarderò, ma in queste cose molti non si impegnano più di tanto. 

Così arriviamo ai nostri amici, gli analfabeti funzionali. Li conosciamo tutti, sappiamo chi sono e speriamo sempre di non doverli incontrare (soprattutto alle cene di Natale). 

Il vero problema sussiste quando oltre che poco informati, si rivelano duri come l’adamantio: all’inizio ci si prova anche a offrirgli le tantissime teorie accreditate, ma alla sua ennesima risposta, che, come fonte, cita il candidato premio Nobel del 2000, scegli tu: molli il colpo e speri non muoia cercando di mangiare una papaya a testa in giù in apnea nel tentativo di guarirsi l’alluce valgo. 

Oppure speri muoia, ma questo non si dice perché se no sei cattivo, insensibile e bla bla bla. 

Come vengono riportate le notizie 

Una cosa su cui vorrei porre l’attenzione è come a volte vengano riportate le notizie. 

Certamente è normale che da fonti diverse le notizie possano essere formulate coerentemente con la linea del giornale. 

Quando però leggo notizie che parlano di omicidi, stupri, stalking ecc. dove il/la carnefice passano per vittime, un po’ mi sale la voglia di spargere sale sulle piantine di basilico dei giornalisti. 

Se il “Era un bravo ragazzo, salutava sempre” è un tormentone un motivo ci sarà. 

Magari evitiamo di alimentare il fuoco del sessismo, che in Italia brucia che neanche la carbonella a Pasquetta. 

Perché poi, non si limita alla notizia, ma se vai a leggere nei commenti delle notizie riportate sui social network è un mare di commenti di merda, dove un coprofago morirebbe felice. 

Finendo per leggere sotto una notizia di stupro, se la vittima è femmina, “Eh, ma cosa ci faceva in giro alle due di notte” oppure “Colpa degli immigrati che non seguono le regole”, anche se poi in realtà il carnefice è di pura razza italica. 

Se la vittima di stupro è un maschio e il carnefice è femmina il cielo dell’ignoranza dirada le sue nuvole mostrando un glorioso sole di “Ahahahah perché non stuprano me” oppure “Gli uomini non possono venire stuprati dalle donne”. 

Il sale sulle ferite aperte vi meritate. 

Sessismo parte due 

Le notizie vengono riportate dai giornalisti e questo lo sappiamo, ma sapete a cosa fa caso un sacco di persone riguardo ai giornalisti? 

A cosa dicono? Ovviamente no, se no sarebbe stata una domanda abbastanza noiosa. 

Guardano quanto sono belli e non tengono la loro opinione strettamente personale per sé, ma sentono anche l’irrefrenabile impulso di dirlo a tutti. 

Perché vorrai mica prestare attenzione a quella giornalista che sta parlando dei più importanti fatti internazionali, no. Commentiamo quanto sia grande il suo naso. 

Oppure storti gli occhi del collega. 

Intanto che me frega delle notizie: le leggo poi su tuttoquellochedevisapere,matuttotutto.org.


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