Inneggiare al nazifascismo: cosa comporta in Italia?

Il nazifascismo negli ultimi anni, nel nostro Paese così come nel resto d’Europa, sta emergendo come un fenomeno sempre più frequente in manifestazioni esplicitamente definite.

Tutto ciò come influisce sul panorama culturale e comportamentale italiano?

Fascismo e terminologia

Il termine Fascismo indica un movimento politico italiano fondato nel 1919 da Benito Mussolini, egli giunse al potere nel 1922 e rimase al governo d’Italia fino al 1943.

Storia

Le origini del nazifascismo, dunque, si possono ricollegare ad un processo di crisi e ad periodo di trasformazione della società del tempo.

Questo processo storico è iniziato in Italia negli ultimi decenni dell’Ottocento, durante l’Industrializzazione.

In questo periodo storico, si è assistito a fenomeni di mobilitazione sociale in cui il soggetto principale è stato il proletariato.

In seguito, la rapida successione di governi deboli (1919-22) diffuse un’ampia sfiducia verso lo stato liberale anche fra i ceti borghesi.

Il Nazismo, nato con Hitler e fomentato da una popolazione che sognava di avere leader politici carismatici al potere, costituisce assieme al Fascismo, uno dei movimenti più complessi che la storia possa descrivere e ricordare sulle pagine dei libri. Il sangue versato in nome di ideologie sempre più pervasive ed estremiste sono il risultato della poca empatia che prevale nel momento in cui a prevalere è il proprio ego e il proprio egoismo.

Arte e Fascismo

Le conseguenza successiva a questo periodo di incertezza fu dunque una propensione maggiore da parte dei cittadini stessi alla scelta di soluzioni autoritarie.

Inoltre, nacquero altri movimenti artistici come il Futurismo, che inneggiava alla violenza e al dinamismo, o altri miti come quello dell’esperienza della guerra.

La memoria che resta e che se ne va

Nel 2019, una ragazza con disabilità, si chiedeva cosa stesse succedendo al nostro mondo.

Perché proprio nel 2019, e in particolare, durante il periodo natalizio?

Molte persone forse non se lo ricorderanno dato che negli ultimi anni l’intera umanità si è trovata di fronte ad una pandemia, di cui ancora oggi siamo ancora vittime. Eppure nel 2019 accadeva che Amazon, il colosso internazionale, vendesse proprio sotto il periodo natalizio addobbi natalizi con le immagini del Lager di Auschwitz.

Sempre nel 2019 abbiamo assistito, inoltre, a come un professore di filosofia abbia tenuto ad esprimere tramite un social, la “correttezza” che si dovrebbe celare dietro idee di Hitler e il nazismo. Un altro attacco del nazifascismo.

Eugenetica

Le preoccupazioni sorte dalla mente di quella ragazza dunque erano più che comprensibili, dato che le prime politiche adottate dal Nazismo furono proprio quelle riguardo l’eugenetica, volte a migliorare e perfezionare il genere umano.

Tramite le camere a gas si sterminarono oltre centomila persone fino al 1941, numeri che aumenteranno e saranno ancora più terribili alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Se la storia si dovesse ripetere, come si suol dire, è attraverso queste prime manifestazioni che il fenomeno del nazifascismo potrebbe rivenire a galla.

Oggi

Nel 2021, in Italia, le acque del nazifascismo sono tornate di nuovo a galla, inasprite ancora di più dalla pandemia che ha ulteriormente aggravato e fatto emergere il lato peggiore dell’uomo, l’indifferenza.

L’indifferenza verso coloro che soffrono e hanno sofferto.

Un esempio può essere la sfilata svoltasi a Novara da parte dei non vaccinati, in segno di protesta. Costoro hanno deciso di travestirsi con le divise di coloro che erano internati nei campi.

Non si sono resi conto però, che così facendo, hanno ucciso doppiamente, la loro anima e quella di coloro che sono sopravvissuti allo sterminio. Nell’anima, queste persone, hanno cicatrici ancora non maturate, e che forse non matureranno mai, dal dolore provato.

Questi fenomeni, va detto, influenzano maggiormente coloro che sono deboli culturalmente e che hanno ideologie tendenzialmente di destra. Non fanno crescere il paese, ma anzi lo fanno regredire.

In tutto ciò intervengono anche i media e i giornali a dare voce a queste rappresentazioni.

Le vittime, i sopravvissuti alle varie indifferenze della storia, sono i sopravvissuti all’Olocausto e alle varie persecuzioni che si susseguirono durante le guerre dal Novecento fino ad oggi.

La reazione verso quello che è successo quella sera a Novara, dimostra ancora una volta come la nostra società sia poco solida.

Le identità e le crisi sociali prodotti dalla politica e dal mondo capitalista portano alla trasformazione dei nazifascismi, nazicomunismi, dei fasciocomunismi in sovrano-populismi.

Dunque, in un mondo sempre meno trasparente e sempre più camuffato dal consumismo, per contrastare queste nascenti forme di limitazione è necessario combatterle armandosi con gli strumenti opposti: idee fluide, mobili, accoglienti, inclusive.

Poiché le trasformazioni che sono in atto stanno diventando sempre più solide, si servono di idee, immagini, pensieri che furono di quei tempi oscuri della storia e che lo diventeranno sempre di più – se non le fermiamo.

Quei tempi sono recenti e ci osservano, osservano il comportamento umano.

Non si deve perciò dimenticare che gli oscurantismi sociali, politici e culturali sono sempre in agguato. Infatti, sono anch’essi trasformazioni del mondo, poiché “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” (Eraclito).

 


Fonti

treccani.it

strisciarossa.it

agi.it

Credits

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