Mi piace cambiare lavoro (ed essere sottopagato)

È bello, nel 2021, essere giovane e alla ricerca del primo o del ventesimo impiego di lavoro. Non c’è emozione più bella e gratificante di quella di mandare centoventi curriculum al minuto e avere, settimane dopo, una risposta solo da due aziende tra tutte quelle contattate. Ovviamente con la risposta che non stanno cercando nuovo personale.

Ma noi, giovani e impavidi, non ci fermiamo di fronte a queste avversità. Non avere un lavoro subito non è un problema visto che ci aspettano cinquant’anni di contributi da versare prima della pensione. Quindi, relax e take it easy.

Perché tanto, come ben sappiamo, appena troviamo un impiego saremo più tranquilli in quanto sarà molto remunerato, sarà quello per cui abbiamo studiato, non sarà sottopagato e avremo un contratto serio e appagante…

Vita da stagista

Driiinnnn!!

O mio dio, è la sveglia. Cavolo quindi stavo solo sognando! Devo correre subito in ufficio, mi aspetta una giornata di almeno dieci ore di lavoro e ricca di sorprese. Sono in ritardo, decido di prendere la macchina: oh no è a secco! Non ho fatto benzina perché altrimenti non avevo abbastanza soldi per pagare l’affitto della casa. Fa niente, prendo il treno. Ah, vero, non ho più rinnovato l’abbonamento per lo stesso motivo di prima.

Meno male che il mio capo è così gentile da darmi una di quelle paghe che altri stagisti come me se la sognano: seicento euro mensili. Si è vero se mi va bene a fine mese tra spese, bollette, imprevisti e macchina sul conto me ne rimangono circa quaranta.

Tanto è una situazione temporanea, questo tipo di contratto dura solo sei mesi poi dovrebbero rinnovarmelo per altri sei a centocinquanta euro in più. Oppure mi lasciano a casa direttamente. E pensandoci non è che cambierebbe più di tanto dalla situazione attuale.

Il CV

C’è sempre il piano B. È già li sul desktop, pronto per essere aggiornato con l’ultima esperienza lavorativa compiuta. La salvezza e la sentenza di morte allo stesso tempo: il curriculum vitae. Quale sarà il prossimo ufficio risorse umane che riceverà la mia mail avente per oggetto: candidatura spontanea oppure ricerca impiego di lavoro? Chi sarà il fortunato che avrà la voglia e il tempo di leggere le mie competenze, le mie esperienze lavorative e non, i miei traguardi scolastici e accademici raggiunti, che lingua parlo, se ho la patente, se so usare Word, Excel, Paint o Canva?

Sento che hanno già acceso la macchina distruggidocumenti.

Secondo me sarebbe utile inserire all’interno del proprio CV una nuova voce: capacità di sfruttamento. Fare una sorta di punteggio da uno a dieci. Se sei un tipo che sgobba dalla mattina alla sera senza aprire bocca, che non si lamenta e che è disposto a guadagnare una miseria pur di avere un lavoro allora dovresti mettere dieci. Al contrario se sei super fiscale, ovvero fai solo lo stretto necessario, non fai mai straordinari e addirittura ti permetti di stare in malattia o prendere permessi sei decisamente da uno.

In base a questo credo che le assunzioni sarebbero più veloci e si eviterebbero i periodi di prova infiniti.

Esperienza

Aldilà del curriculum, fondamentale è quella che viene chiamata “esperienza”. Si cambia lavoro ogni sei mesi, si passa da lavori di ufficio a lavori manuali, da aziende conosciute a imprese più piccole. Come si dice, tutto fa brodo. Peccato che capita di sentirsi dire durante un colloquio, per esempio, che quella ditta è in cerca di personale che abbia già esperienza. Grazie al c****, mi verrebbe da dire.

Come si può pretendere di avere esperienza senza che qualcuno ci permetta di averla? Ovvero, se io inizio il mio primo lavoro in assoluto, al 99% non ho esperienza in quello che andrò a fare; quindi, avrò sicuramente bisogno di una figura che mi possa insegnare le mansioni e giorno dopo giorno acquisirò sempre più conoscenze in quel determinato campo.

Se però, i lavori che ci vengono offerti hanno una durata massima di sei mesi, oppure noi ce ne andiamo prima perché non reggiamo più, come possiamo acquisire l’esperienza necessaria per avere un nuovo lavoro o per salire di livello? È un po’ un controsenso e anche una presa in giro.

Ma siamo giovani, abbiamo tempo, abbiamo fame (sia di fare carriera che di cibo), queste cose non possono spaventarci. Suvvia, avete paura del futuro? Non sentite una sensazione quasi adrenalinica nel sapere che veramente di domani non c’è certezza?

Oggi avete un lavoro, domani forse no. Oggi avete una paga misera, domani magari ancora peggio. Vorreste comprarvi una casa per essere finalmente autonomi, invece fate i conti fino al centesimo per decidere se vi conviene o meno uscire a cena fuori per il compleanno del vostro amico.

Non perdiamoci d’animo, avremo i nostri spazi e le nostre opportunità, in questa vita o nell’altra. Anche se ho un brutto presentimento in merito a questa.

 


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