Nigeria: rapimento e liberazione delle studentesse

L’ultima frontiera dell’attività criminale è il rapimento, che porta a un grande guadagno, una volta richiesto e ottenuto un riscatto. La Nigeria è un territorio particolarmente implicato in questa pratica terribile.

I gruppi criminali si organizzano in modo tale da trarre vantaggio dalle proprie attività illegali. Le modalità in cui essi raggiungono il loro intento sono le più disparate. Si va dallo spaccio di droga, al traffico di esseri umani, passando per l’estorsione e per tantissimi altri atti illeciti. Rapire un individuo, o addirittura un gruppo di persone, è una pratica diffusa da sempre. In questo modo, i cari della persona rapita sarebbero disposti a tutto pur di liberare la vittima. Ed è proprio questo ultimo punto la base dell’attività criminale che si sta svolgendo in Africa. 

Centinaia di studentesse rapite in Nigeria

african woman

Recentemente, l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale è stata catturata da una vicenda in particolare. Ci troviamo in Nigeria, più precisamente nello stato di Zamfara. Qui, il 26 febbraio scorso sono state rapite e tenute come ostaggi centinaia di studentesse.  

Si sta parlando di ragazzine che frequentano una scuola secondaria. Le vittime si trovano in una situazione di pericolo e di orrore, nonostante la scuola sia un luogo adibito alla loro istruzione e al loro benessere. La sicurezza garantita raggiunge, in questi casi, livelli veramente bassi e la paura delle famiglie e degli studenti padroneggia.

Il terrore è diffuso, a maggior ragione se si considera la continuità dei rapimenti. Questo è solamente uno dei rapimenti di una lunga serie, che hanno interessato questa zona della Terra.  

A distanza di circa una settimana dal rapimento, le ragazze sono state liberate e sono tornate dalle proprie famiglie. Nonostante ciò, la sensazione generale è che questi eventi non cesseranno presto di ripetersi.  

Boko Haram 

Uno dei gruppi criminali responsabile dei frequenti rapimenti in Nigeria è quello di Boko Haram. Si tratta di terroristi estremisti, che rivendicano il jihad. Nell’ultimo decennio, il gruppo terroristico si è reso protagonista di diversi atti illeciti, tra cui molti attacchi alla polizia nigeriana. Inoltre, hanno attaccato diverse chiese e occupato diversi territori, maltrattando la popolazione locale.

La Nigeria e il rapimento delle studentesse nel 2014 

Il gruppo Boko Haram ha organizzato uno dei rapimenti maggiormente famosi nel contesto nigeriano. Nell’aprile del 2014, hanno sequestrato più di 200 studentesse in una scuola nigeriana di Chibok. L’epilogo di questo episodio però, a differenza di quello verificatosi recentemente, non è dei migliori. Infatti, molte delle ragazze rapite non sono mai tornate a casa. Alcune di loro, nel corso di questi lunghi anni, sono riuscite a scappare. Le ragazze che invece non hanno potuto godere di questa fortuna sono costrette a vivere segregate. Inoltre, sono state suddivise a seconda del proprio credo religioso. 

Boko Haram, infatti, è un gruppo terroristico di fede islamica. Gli estremisti non sono propensi a vivere in un contesto pacifico con credi religiosi differenti dai propri. Ed è proprio per questo che le ragazze di fede cristiana sono state rese delle vere e proprie schiave.  

Questo fatto di cronaca ha smosso l’opinione pubblica nigeriana, oltre che quella internazionale. Lo sgomento generale dura ormai da parecchi anni e si può solamente immaginare la sofferenza nella quale vivono queste ragazze ancora oggi.  

Secondo Amnesty International, la quota di ragazze nigeriane rapite dai terroristi è di circa duemila. Un numero impressionante e che non smette di preoccupare, specialmente per la continuità degli atti criminali eseguiti.  

Il potere crescente di Boko Haram  

Nel susseguirsi dello scorso decennio, il potere e la supremazia di Boko Haram sono cresciuti in modo esponenziale. Nonostante l’impegno delle organizzazioni internazionali e del governo locale di porre rimedio a questa situazione, i miliziani arrivano a occupare territori interi del Paese. La popolazione vive nel costante terrore di un’irruzione, che porterebbe a violenza dilagante. 

A partire dal 2015, Governi statali di Nigeria, Ciad, Camerun e Niger si sono coalizzati contro questo pericolo di evidenza internazionale. Persino gli Stati Uniti hanno mostrato il proprio supporto militare ed economico alla lotta contro i terroristi.  

L’ uccisione in Ciad 

Un’altra zona in cui Boko Haram è molto attivo nei suoi atti terroristici è sicuramente la Repubblica del CiadNel 2019 sono stati uccisi circa 23 soldati, presso il Lago di Ciad. Solo un anno dopo, nel marzo del 2020, i terroristi si sono resi protagonisti di un atto ancora maggiormente sconvolgente. Infatti, sempre nella stessa zona, sono state contate più di 100 vittime, tra soldati rimasti feriti oppure uccisi. Il numero di persone coinvolte è sconvolgente, specialmente se si considera il fatto che il gruppo opera atti criminali su diversi territori contemporaneamente. Ed è proprio a questo proposito che l’Africa sta vivendo una vera e propria emergenza.  

I rapimenti come fonti di guadagno

rapimento

La fonte principale di guadagno dei terroristi è sicuramente quella derivante dai rapimenti. Attraverso la richiesta di riscatti, il gruppo guadagna notevoli somme di denaro. I riscatti diventano somme ingenti quando si considera un così vasto numero di persone sequestrate. Il resto dei finanziamenti arriva, ovviamente, dal resto delle attività illecite, di cui il gruppo si rende partecipe. 

Inoltre, c’è da dire che il Governo nigeriano si è mostrato aperto alle negoziazioni con i rapitori, scendendo a patti con essi e mostrando di attuare una politica etica. In questo modo, si cerca anche di andare incontro al bisogno, più che lecito, dei familiari delle vittime. Essi vorrebbero solo riavere presto a casa le persone sequestrate. 

In questo contesto, non manca chi sottolinea come i politici nigeriani trattengano spesso una parte del denaro proveniente dai riscatti. In questo modo, guadagnano denaro oltre che la benevolenza dell’opinione pubblica, colpita dall’impegno del governo di riportare a casa le persone rapite. 

Ed è proprio l’apertura alla negoziazione che rende così attraenti i rapimenti agli occhi dei terroristi. A questo si somma un sistema di sicurezza e di controllo praticamente inesistente in alcuni territori della Nigeria e dei paesi limitrofi. Sembra trattarsi di un fenomeno destinato a occupare le pagine di cronaca ancora per diverso tempo. Servirebbe sicuramente maggiore controllo dell’ambiente scolastico. Ciò si traduce in fondi, che il territorio fatica a trovare. 

Fonti:  

Ilpost.it

Ispionline.it

Savethechildren.it

it.Wikipedia.org

Internazionale.it

Ilpost.it

Sicurezzainternazionale.luiss.it


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