Parliamo di Sanremo 2021: spiraglio verso la normalità o eccessiva ostentazione?

Sanremo 2021: che giostra!

Parliamo di Sanremo 2021: «Il Festival della sofferenza», «Il religioso mischiato al demoniaco!», «Inutile», «Un’ostentazione», «Oltraggioso e a tratti blasfemo», «Non ha portato un soldo alla città di Sanremo»: la lista delle critiche piovute sul Festival non è mai abbastanza lunga. Ce n’è per tutti i gusti: vuoi criticare la scelta dei partecipanti? Ce l’abbiamo. Una bella pioggia di insulti per i vincitori? Ovviamente non può mancare! La decisione di mettere dei palloncini come spettatori la prima serata? Ma certo, polemizza pure. «Per dio, ma hai visto come era conciato quel delinquente di Achille Lauro? E che due palle Fiorello, ha monopolizzato la scena, oltre che aver stufato!»

D’altronde si sa: all’italiano medio piace fare polemica. E Sanremo ai tempi del Covid per il pubblico è come Berlusconi ai tempi dei festini ad Arcore: un tripudio di bunga bunga.

Un triste e criticato Sanremo

Questo Sanremo è stato il più triste di sempre, con l’assenza di pubblico in teatro che ha pesato sul bilancio, ma probabilmente anche il più controverso di tutti i tempi. Ah no, è vero, è stata l’edizione scorsa ad aggiudicarsi il titolo, sicuramente grazie alla capacità di questo Festival di rimanere “un passo indietro” rispetto al livello della conferenza stampa di Amadeus e Fiorello nel 2020, durante la quale, per l’ennesima volta, una donna si è dovuta sentire sminuita rispetto a un uomo. Mi stavo quasi scordando di questo piccolo dettaglio, forse perché, in teoria, ci insegnano che il Medioevo è un’epoca superata da un pezzo.

A ogni modo, sicuramente il fattore Coronavirus ha inciso pesantemente sull’opinione pubblica e sul risultato finale di questa edizione. Metà dell’Italia blindata con contagi in continua crescita, mentre pochi privilegiati si divertivano (letteralmente) a nostre spese: può far incazzare.

Le critiche

Come dicevamo, il secondo Festival consecutivo condotto da Amadeus è stato accusato dalla stampa di essere un’inutile pagliacciata, poiché gli sforzi per metterlo in piedi sono stati troppo elevati e irrispettosi nei confronti della situazione che l’Italia sta vivendo da un anno a questa parte. Grazie al piffero. Se mettessero tutto questo impegno nella campagna vaccinale, la popolazione italiana sarebbe già praticamente immunizzata.

Durante le cinque serate, poi, il vociare sui social e sui notiziari è diventato sempre più forte, declinandosi su altri fronti d’attacco: il palloncino a forma di pene comparso tra le sedute è diventato un caso di Stato (sempre meglio che sorbirsi le battute di Fiorello), così come la decisione di far comunque gareggiare Irama, nonostante un membro del suo staff sia risultato positivo al Covid e i protocolli da seguire siano diventati improvvisamente coerenti quanto le idee di Renzi durante il governo Conte. Ma anche Achille Lauro e le sue eccentriche esibizioni, che la prima sera è bella, la seconda ti senti pesante come dopo un’indigestione e alla terza ha rotto i coglioni ai livelli delle stories di Instagram di Chiara Ferragni.

Altri argomenti di critica sono stati i fiori consegnati solo alle donne che si sono esibite sul palco e non agli uomini: azione considerata come gesto discriminatorio nel 2021. Una polemica utile quanto il cetriolino nel cheeseburger. Ed è stato criticato anche Ibrahimovic nel ruolo di co-conduttore, appropriato quanto Brunetta in una gara di altezza, ma pur sempre di una simpatia che solo lui e un milanista possono capire. Insomma, una serie di comizi e grida di guerra per questioncine non proprio da premio Nobel, bensì “leggere“, anzi “leggerissime”.

Parliamo di normalità

Ma alla fine della fiera…c’è il parcheggio, voi direte. No, alla fine Sanremo, quest’anno, seppure con notevoli difficoltà e dubbi etici, non poteva portare più svago di così. Ed era semplicemente questo che doveva fare, nulla di più. Grazie anche alle polemiche di sta ceppa è riuscito, come sempre, a catalizzare l’attenzione e a portare le famiglie italiane in un mondo di piacevole trivialità, poiché siamo tutti provati da un anno di sacrifici e dalla pesante quotidianità, in cui si sente solo parlare di morti. È vero, la gente ha accettato l’idea che i propri soldi siano stati spesi per la realizzazione di Sanremo quanto l’aumento di due centesimi sulle buste dell’orto-frutta, ma, alla fine, ne è quasi valsa la pena. Quasi.

È stato così che commentare l’ultimo costume di Achille è diventato una felice distrazione dalla solitudine, bacchettare le steccate della Pausini durante la sua esibizione straordinaria è stato un modo per ridere di qualcosa, e, sotto sotto, anche le battute di Fiorello non facevano così cagare.

Sanremo 2021: è andata!

In conclusione, ognuno di noi avrà mosso qualche critica o commento durante le cinque serate. Ma ciò significa che il Festival di Sanremo 2021 ha fatto il suo mestiere: si è fatto guardare e se n’è parlato. Perché dai, ammettetelo: anche se avete detto ai vostri amici che non lo guardate per sembrare cool e non mainstream, in realtà ci avete buttato un occhio almeno per qualche mezz’ora. Come quando dite che non vi mettete le dita nel naso. Ma si sa che poi, di nascosto, lo facciamo tutti.

 

Fonti:

Radio Bicocca

Wired

Credits:

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