Quanto è difficile essere sì vax oggi!

Le giornate tipiche dei no vax sono molto dissimili da quelle dei sì vax che prendono mezzi di qualsiasi genere, per non parlare poi degli ipocondriaci, quelli sono proprio una categoria a parte, ingabbiati nelle loro paure ed estranei al mondo.

Eppure, c’è un tono di amarezza in tutto ciò

Svegliandoci la mattina, tutti noi, ci saremo chiesti almeno una volta nella vita per quanto ancora dovremo indossare quella maledetta mascherina che ci opprime, ci offusca gli occhiali ma almeno, oltre a proteggerci dal virus, ci permette di nascondere brufoli ed impurità.

Forse però un sì vax se lo chiede più spesso rispetto ad un no vax.

Di solito si pulisce le mani che ormai hanno perso sensibilità al tatto, almeno quattro volte al giorno. Le stesse mani non chiedono pietà, sperano solo che questa tortura possa finire velocemente.

Per non parlare delle pulizie a casa. Se i no vax puliscono regolarmente, senza porsi molti problemi, i sì vax puliscono anche le zampe del cane, prima e dopo la passeggiata. Oltre ovviamente alle pulizie di casa.

E un sì vax quanto prega da 1 a 10?

Diciamo che da quando il vaccino è diventato un mezzo necessario per vivere, alla stregua di un cellulare o di un paio di cuffiette che non vorresti mai togliere al mattino, la vita di chi è favorevole a vaccinarsi è leggermente migliorata anche se non del tutto.

Sui mezzi…

Un sì vax lo distingui facilmente sui mezzi, soprattutto al mattino, quando la metro sembra un porta pecore, in cui le persone sono tutte ammassate e respirano lo stesso ossigeno.

Si riconoscono essenzialmente perché guardano tutti quanti indispettiti, alcuni sono terrorizzati, altri più tranquilli, però la guardia è sempre alta, i film mentali che si fanno riguardo le persone sono infiniti: è vaccinato quel tizio lì? Se sì, con quante dosi?

Per le strade delle città…

Di solito per le strade delle città italiane, come ad esempio a Roma, Milano, Torino, il sì vax è più tranquillo e libero – tranne quando nei giorni festivi o feriali, come il sabato e domenica, le manifestazioni dei no vax si fanno sempre più vivide e accese.

Questi invocano alla libertà, intonando canzoni stonate e forse un po’ passate, tutto sotto lo sguardo allibito dei sì vax che possono godersi un sano pranzo in un bel ristorante al chiuso.

Nei mesi autunnali, infatti, sarà capitato a quasi tutti i no vax di dover correre ai ripari pur di proteggersi dalla pioggia e dal vento incessante. E a questo punto?

Personalmente…

Personalmente mi è capitato di cenare in un ristorante di Torino, molto tranquillo ed elegante, come tutta la città d’altronde.

Ho pure tristemente assistito ad una manifestazione no vax, in cui guardavo le persone che sventolavano striscioni e cartelloni di svariati colori, dalla grafia incomprensibile.

AH, pure i cani indossavano le bandiere italiane ed erano alla manifestazione, segno che i no vax non si ricordino di quanti vaccini abbiano fatto i loro animali da compagnia – il mio ogni anno 12 in una sola botta (alla faccia di Pfizer e compagnia).

Dunque, dopo aver visto tutto ciò, mi sono decisa ad andare ad assaggiare qualcosa di buono.

Torino si sa, è abbastanza fredda nei mesi invernali, può esserla anche a settembre, sotto la pioggia.

Ed è proprio sotto la pioggia che due no vax hanno insistentemente pregato, non si sa bene in quale lingua, affinché potessero anche loro accomodarsi al caldo, all’interno.

Le cameriere avevano facce alquanto perplesse e anche chi era all’interno.

Vi lascio immaginare il seguito…

Le gioie dei sì vax

Nella vita quotidiana di un sì vax però non c’è amarezza, ad esempio quando va a lavoro o prende un aereo, il green pass viene controllato dai suddetti, si spera quasi sempre.

Egli presenta quindi molto felicemente il suo green pass, come se fosse un gioiello o un bambino.

Si sentirà felice anche quando dopo aver viaggiato su tutti i mezzi possibili, frequentato molte persone, riuscirà ad essere salvo e a non ammalarsi. Sarà dunque un motivo in più per festeggiare.

Perché, a dirla tutta, a chiunque piacciono i momenti in compagnia, le feste e le chiacchierate – e chi si è vaccinato probabilmente ha capito più velocemente di un no vax l’importanza del vaccino.

Diciamo che è questione di tempo, se un no vax vaccina regolarmente il proprio animale domestico, perché non dovrebbe vaccinare se stesso?

 


Fonti

ilfattoquotidiano.it

Credits:

Copertina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.