La sensibilità della generazione “snowflakes”

Vi è mai capitato di sentir parlare di trigger warning? E della “generazione fiocco di neve”? Se non siete a conoscenza di ciò che si intende con questi termini, avrete probabilmente fatto esperienza di un fenomeno di questo tipo, pur non rendendovene conto.  

Cosa si intende per “generazione fiocco di neve” 

Per rendere tutto più chiaro, bisogna chiarire cosa si intende con questo termine. Quando si parla di “generazione snowflakes”, o in italiano “fiocco di neve”, si indica una fetta di millennials, accomunata da diverse caratteristiche simili.  

Nello specifico, i fiocchi di neve si caratterizzano per la propria fragilità e sensibilità, a tratti giudicata eccessiva. La loro immagine viene associata a quella di un fiocco di neve, fragile e debole, che può scomparire al minimo soffio. Ed è così che i giovani d’oggi, agli occhi di molti, sembrano quasi scomparire sotto il soffio delle difficoltà della vita.   

fiocco di neve

Chi è associato a questa categoria tende spesso a scandalizzarsi per contenuti più o meno controversi. Inoltre, questa generazione mostra la propria vulnerabilità, rendendo partecipi gli altri dei propri conflitti interiori. Ciò li ha portati a essere etichettati come troppo deboli per sopravvivere nella giungla contemporanea. 

Ma siamo sicuri che la generazione snowflakes sia nata solo negli ultimi decenni? Chi stabilisce quale sia il limite della sofferenza e della fragilità umana? Quando si inizia a parlare di un autentico fenomeno sociale? E soprattutto, l’era dei social network ha contribuito al delinearsi di questa manifestazione emotiva?  

Il fiocco di neve in “Fight Club” 

“Tu non sei un delicato e irripetibile fiocco di neve. Tu sei la stessa materia organica deperibile di chiunque altro e noi tutti siamo parte dello stesso cumulo in decomposizione.”  

Questa è una citazione tratta dal film “Fight Club”, del 1999, considerato uno dei film migliori di sempre. La pellicola, che si ispira al libro di Chuck Palahniuk, è diventata un cult, soprattutto grazie alla critica alla società e al consumismo. Il personaggio principale è depresso, schiavo del lavoro e della società. È proprio la società del capitalismo che sembra inghiottirlo 

La citazione ripresa qui sopra è presente sia nel libro che nel film, tanto da portare l’autore del romanzo ad affermare di aver coniato il termine in questione.

Tralasciando la paternità veritiera o meno della definizione, sicuramente “Fight Club”, con il suo significato intrinseco, può aiutarci a comprendere meglio la contemporaneità in cui viviamo e, allo stesso tempo, lo stato d’animo dei giovani.  

Infatti, come il protagonista del film e del romanzo, le nuove generazioni contemporanee sono vittime della società odierna. La pressione di trovare un lavoro, di realizzarsi dal punto di vista professionale ma anche privato, le aspettative della propria famiglia. E ancora, l’obbligo di essere sociali e di mostrarsi sempre al meglio di sé. Vi ricorda qualcosa? 

Le pressioni sociali come fattore scatenante 

Sicuramente ognuno di noi, specialmente se si appresta a entrare ora nella vita adulta, ha quasi ogni giorno a che fare con queste problematiche. Ciò porta, in diversi casi, alla crescita personale, che passa anche attraverso la sofferenza e il superamento di alcuni ostacoli. Tuttavia, non tutti i caratteri sono uguali e forti allo stesso modo. Ci sono persone che incontrano maggiori difficoltà di altre. 

I dati e le statistiche mostrano come, negli ultimi tempi, siano aumentate le richieste di servizi di salute mentale. Gli psicologi, gli psicoterapeuti, i centralini di aiuto sono gettonatissimi. Ciò, purtroppo, è dovuto a traumi che, molto spesso, vengono trascinati con sé sin dall’adolescenza. E c’è anche chi potrebbe sottolineare come fenomeni tragici, quali ad esempio il bullismo, siano sempre esistiti.  

I social network come fattore scatenante 

Tuttavia, l’era di internet e dei social ha incrementato notevolmente i fenomeni legati al bullismo e alla violenza verbale. Le parole, molto spesso, fanno male quanto e più dei gesti. Leggere delle offese nei propri confronti, scritte nero su bianco, in modo indelebile su una pagina web, può essere fatale per la psiche di un adolescente.  

A questo si aggiunge la mancanza di comunicazione tra i giovani e le famiglie. I bambini sono abbandonati davanti a uno schermo sin da piccoli, non facendo esperienze reali. Ciò può portare i giovani a maturare in modo tardivo, proprio perché non hanno idea di come comportarsi nel mondo reale.  

Bisogna comunque sottolineare come l’aiuto degli specialisti sia di fondamentale importanza. La salute mentale è importante tanto quanto quella fisica e va preservata. Dunque, non ci sono solo i social network alla base dei traumi e delle fragilità dei giovani. Al contrario, questi traumi fondano le proprie radici nel contesto della famiglia e della scuola, che sempre più spesso si trovano impreparate davanti a dinamiche di questo tipo. 

Il trigger warning  

Nel linguaggio specifico della psicologia, con trigger si intende un fattore scatenante, che incide e sottolinea un’esperienza traumatica vissuta in passato. Basta un’immagine, una parola, un solo e banale input per risvegliare nella memoria della vittima tutta la negatività di un episodio che l’ha scossa.  

È per questo motivo che, nell’ambito dei social network, sono nati i trigger warning. Si tratta di diciture, con delle norme stabilite, che vengono usate per annunciare che un determinato contenuto può urtare la sensibilità di qualcuno. Se inizialmente questi avvisi riguardavano i contenuti espliciti e forti, ultimamente si sta assistendo a un abuso di questo termine. Infatti, è facile trovare in rete persone che vengono attaccate per non aver utilizzato la dicitura trigger warning, anche se il contenuto condiviso è semplicemente un piatto di pasta.  

È quindi necessario contestualizzare ed analizzare in modo approfondito il fenomeno della generazione snowflakes, come quello del trigger warning. La sensibilità e la vulnerabilità di un soggetto sono questioni estremamente personali, che non possono essere generalizzate in alcun modo. È importante trovare un equilibrio, ricordandosi sempre che il rispetto e la comprensione verso gli altri sono sempre fondamentali.  

 


Fonti:  

aforismatico.it

ilmiller.it

thewom.it

Credits: 

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