Siccità e crisi climatica

La crisi climatica e la siccità stanno distruggendo il nostro pianeta, eppure sembra che i governi e le industrie non stiano agendo correttamente, fregandosene delle conseguenze.

Società e crisi

La crisi climatica è un fenomeno che è studiato all’interno delle scuole, nei centri di ricerca: la terra, come entità, è ancora molto sconosciuta nelle società umane.

Come disse Guterres, segretario delle Nazioni Unite: “La lotta contro i cambiamenti climatici è una questione delicata, di vita e di morte, non agire sarebbe un problema.”

Conseguenze del riscaldamento climatico

Tra le conseguenze del riscaldamento climatico troviamo, ad esempio, l’aumento delle temperature dovuto allo scioglimento dei ghiacciai: il pianeta ha una temperatura più alta di 1 grado rispetto al 1860, uragani mai visti prima, estate bollenti, desertificazione.

Le nuove generazioni vedono il futuro sempre più incerto. Basta pensare a come città italiane,  ad esempio Venezia, saranno presto inondate.

Anche la Grande Barriera Corallina non esisterà più. Oggi, infatti, in molte zone della Terra, le barriere coralline patiscono il cambiamento climatico.

L’ultimo appello degli scienziati

L’ultimo appello degli scienziati afferma l’urgenza nel contenere l’aumento della temperatura media globale entro + 1,5 C° rispetto all’era preindustriale.

Per ottenere questi risultati occorre dunque che tutti collaborino, anche col minimo gesto, e soprattutto dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2030 e azzerarle non oltre il 2050.

Nonostante ciò, gli anni passano e a ogni Capodanno le persone non si preoccupano minimamente di quello che hanno lasciato alle spalle nel corso dell’anno, dell’inquinamento che ogni singolo individuo ha prodotto con le proprie attività nel corso dei giorni e delle ore.

Cosa possiamo fare?

I governi dovrebbero intervenire maggiormente, parlandone, agendo sulle attività delle industrie, incentivando le nuove tecnologie.

Eppure, ci sono individui, come ad esempio Donald Trump, che affermano, durante i loro comizi, che l’inquinamento della terra non deve destare preoccupazione. Non è un problema da risolvere nell’immediato.

Dunque, le parole influiscono moltissimo sulla scelta delle singole persone. Queste, infatti, si fanno influenzare da discorsi che non hanno una base scientifica.

È necessario un netto cambiamento di rotta, una rivoluzione sociale, politica ed economica.

Fridays for future

Ogni venerdì, in molte città, moltissimi giovani attivisti sfilano lungo le vie del centro, per esprimere il loro dissenso di fronte ai governi che non si impegnano nella lotta contro il cambiamento climatico. Contro le società petrolifere ed energetiche, le multinazionali di e-commerce che sfruttano le risorse della terra, oltre alle persone.

Questi giovani sfilano dunque per il loro futuro: la paladina di queste dimostrazioni è Greta Thunberg, in pochissimi anni è riuscita a svegliare le coscienze anche dei più piccoli e non solo.

Le azioni intraprese, oltre ai fridays for future, sono moltissime e dimostrano che insieme si può agire concretamente per un futuro migliore.

Fridays for future Italia

L’associazione no profit, Fridays for future Italia, nell’aprile 2020, ha scritto (in collaborazione con diversi esperti e scienziati) una lettera, inviata in seguito all’ex Premier Conte e al Ministro Costa.

Quali sono i contenuti di questa lettera?

Le richieste generali riguardano il raggiungimento dello 0 netto di emissioni entro il 2050: una transizione che deve essere globale, inclusiva.

Inoltre, hanno richiesto che gli esperti di tutto il mondo possano essere ascoltati con maggiore attenzione riguardo le problematiche esistenti.

Italia e razionamento dell’acqua

L’Italia, durante questa estate torrida, sta affrontando diversi problemi. Il più grande riguarda lo scioglimento di ghiacciai, come ad esempio quello della Marmolada nel cui crollo sono morte 9 persone. La Marmolada è situata nel cuore delle Dolomiti, a causa dell’aumento incontrollato delle temperature, si sta sciogliendo in brevissimo tempo. Gli escursionisti, spinti dalla bellezza di queste montagne imponenti, hanno dunque trovato la morte, sepolti da una valanga di ghiaccio e neve.

Inoltre, le riserve idriche stanno terminando. Infatti, in quasi tutte le regioni della Pianura Padana l’acqua, bene primario per la sopravvivenza stessa dell’uomo e delle altre specie animali, si è arrivati al suo razionamento.

L’inverno passato è stato molto caldo, ha piovuto poco e le temperature erano più alte del normale, questo ha influito pesantemente sulla primavera e anche sull’estate. Inoltre, elemento che complicata la situazione è come il razionamento dell’acqua è un fenomeno difficile da gestire, soprattutto nei grandi comuni in cui la popolazione è più concentrata rispetto alle campagne.

Infine

Per aiutare il clima esistono tantissime opzioni, molto semplici. È necessario però, mettere da parte l’egoismo che accomuna tutti gli esseri umani e rinunciare al consumo eccessivo di carne, alimenti ricchi di grassi saturi. In questo modo, ad esempio, gli allevamenti intensivi (sorgente di inquinamento) potranno essere dismessi.

È una catena, un ciclo di vita in cui tutti possono fare la propria parte.


Fonti:

fridayforfutureitalia.it

Credits:

Copertina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.