La Festa del Lavoro

Come tutti sanno, il primo maggio è la Festa del Lavoro e dei Lavoratori. Ma da dove nasce questa ricorrenza e perché è importante festeggiarla ancora oggi?

La storia

La protesta di Chicago

Il primo maggio del 1886 a Chicago era in corso uno sciopero degli operai che rivendicavano delle condizioni di lavoro migliori: l’impegno nel lavoro poteva raggiungere infatti anche le 16 ore e le morti erano frequenti. La richiesta, innalzata dalla voce di migliaia di operai che parteciparono all’iniziativa, era la riduzione della giornata lavorativa a 8 ore e l’inclusione come categoria di lavoratori nell’Ingersoll Act. La legge stabiliva che i lavoratori degli uffici federali e i lavoratori pubblici dovessero lavorare 8 ore; senza considerare i lavoratori d’industria.

La protesta si protrasse per giorni, fino al 4 maggio, quando avvenne il tragico massacro di Haymarket. Era sera, gli operai erano riuniti in Haymarket Square, animati dalla voglia di rivendicare giustizia. La polizia cercò di disperdere la folla: la risposta fu una bomba che volò alta su di essa e colpì gli agenti. Sei poliziotti furono vittima dell’esplosione, sessanta di essi rimasero feriti. La reazione della polizia fu l’apertura del fuoco contro gli operai: 38 morirono, 115 furono feriti, molti vennero arrestati e sottoposti a ingiusti processi. A prescindere dalla loro implicazione nei fatti di Haymarket, alcuni prigionieri furono condannati a morte, passando alla storia come “martiri di Haymarket”. La loro morte era la simbolica punizione verso i lavoratori che avevano sfidato il governo; una punizione per aver preteso condizioni di lavoro più umane.

La Seconda Internazionale

Era il 1889 quando a Parigi si tenne il congresso della Seconda Internazionale. Durante esso venne proposta l’organizzazione di una grande manifestazione internazionale per rivendicare i diritti degli operai proprio il primo maggio, in ricordo dei fatti avvenuti a Chicago. Quel giorno venne scelto da allora per celebrare i lavoratori, onorare le loro lotte e i loro diritti.

Il lavoro oggi: l’Italia

In questo giorno festeggiamo dunque il lavoro e i lavoratori: ma qual è la situazione lavorativa nel nostro paese?

Il rapporto sul Benessere equo e sostenibile 2021 dell’Istat traccia il quadro del benessere dei cittadini italiani: tra i campi analizzati c’è anche quello lavorativo. La pandemia getta ancora un’importante ombra sulla situazione del nostro paese e ne risente la situazione lavorativa, soprattutto quella femminile.

Ad oggi si leggono segnali di ripresa nel campo occupazionale, con una crescita di+ 0,8 punti percentuali tra le persone tra i 20 e i 64 anni rispetto al 2020, mantenendo comunque livelli più bassi rispetto al 2019. Si riduce il gap occupazionale tra Nord e Sud Italia e aumenta il tasso di occupazione tra i laureati (79,2%).

Le donne sono state tra coloro che hanno subito più ripercussioni lavorative a causa della situazione pandemica, ma pur registrando una leggera ripresa nel 2021, il gender gap rimane molto alto, registrando 19,3 punti. A coinvolgere il mercato del lavoro femminile è in particolare l’occupazione involontaria nel lavoro part-time che, seppur diminuita di -1,6 punti percentuali, rimane molto alta (17,9%). Aumentano inoltre anche le lavoratrici da casa rispetto alla quota maschile.

Anche gli stranieri sono stati vittime degli effetti della pandemia. Il tasso di occupazione si attesta di 1,5 punti sotto quello degli italiani e rimane di 3 punti percentuali più basso rispetto al 2019.

Aumentano, soprattutto tra le donne più giovani e tra gli stranieri, gli occupati con titoli di studio superiori alla professione che svolgono.

Cresce anche la soddisfazione per il lavoro rispetto agli anni passati.

Discriminazioni sul lavoro

Un’indagine Istat-Unar sulla discriminazioni lavorative nei confronti delle persone LGBT+, condotta su 20mila persone residenti in Italia in unione civile o già unite civilmente, evidenzia che una persona su cinque “ritiene che il proprio orientamento sessuale l’abbia svantaggiata nel corso della vita lavorativa in termini di avanzamenti di carriera e crescita professionale, riconoscimento e apprezzamento delle proprie capacità professionali”, fenomeno evidenziato soprattutto tra gli uomini rispetto alle donne. Ma anche tra gli omosessuali rispetto ai bisessuali, tra i giovani, tra coloro che hanno un titolo di studio più elevato, tra coloro che vivono al nord, e tra i lavoratori dipendenti.

La quasi totalità degli intervistati ha dichiarato di aver subito micro-aggressioni.

Una persona su 5 ha vissuto un’aggressione nell’ambiente lavorativo “con un’incidenza leggermente più elevata tra le donne (21,5% contro 20,4%), sia lesbiche che bisessuali, tra i giovani (26,7%), gli stranieri o apolidi (24,7%) e le persone che vivono nel Mezzogiorno (22,6%).

È evidente che permangono importanti discriminazioni nel mondo del lavoro: il genere, l’orientamento sessuale e la razza sono ancora, drammaticamente, elementi determinanti per la situazione lavorativa.

La sicurezza sul lavoro

Negli ultimi tempi si è spesso parlato anche di un altro tema legato alla situazione lavorativa: la sicurezza sul posto di lavoro. Le notizie di morti sul lavoro si sono succedute numerose nei notiziari: dal caso di Luana d’Orazio a quello di Lorenzo Parelli, e tutti gli altri che non sono stati tutelati sul loro posto di lavoro, a cui non è stato garantito il loro diritto alla dignità del lavoro, il loro diritto alla vita.

Solo nel primo trimestre del 2022 sono state registrate 189 morti sul lavoro e sono in aumento gli infortuni rispetto allo scorso anno. Aumentano soprattutto le vittime donne: da 14 casi nel primo trimestre del 2021 si è passati a 24 nel 2022, tra gli uomini si registra una decrescita da 171 a 165. Aumentano i decessi soprattutto tra gli under 40.

Questi tragici dati mettono in luce una situazione drammatica: il posto di lavoro dovrebbe essere un posto sicuro, di crescita, non un luogo freddo dove rischiare la propria vita.

Conclusioni

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.”

Così dichiara il primo articolo della nostra costituzione. Il lavoro è un elemento fondante della nostra democrazia, la dignità di esso un diritto inviolabile.

Festeggiare il primo maggio è fondamentale per ricordarci di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici, per combattere per i diritti di ciascuno di essi, per la dignità del lavoro di ognuno, affinché nessuno venga lasciato indietro o dimenticato.

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”


Fonti:

Focus.it

Storicang.it

Istat.it
Istat.it

Tg24.sky.it

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