Il razzismo in Italia e negli Stati Uniti d’America

Il razzismo non esiste 

Partiamo da un presupposto: il razzismo non esiste. O meglio, esiste semplicemente come costrutto sociale. Il concetto di razza non sta in piedi, da un punto di vista biologico e scientifico. È un modo di pensare che dovrebbe cadere subito in disuso.  

Si collega alla mentalità di chi pensa che le persone si possano suddividere in categorie. Queste ultime sarebbero costruite sulla base di caratteristiche fisiche e sociali.  

Tutti sappiamo che il razzismo ha inizio nel momento in cui qualcuno viene discriminato a causa della sua provenienza geografica, che renderebbe le persone superiori o inferiori agli altri.  

Il razzismo nel mondo: in USA e Italia  

razzismo

Pur considerando l’evidenza scientifica, secondo la quale la razza umana è una sola, il modo di pensare razzista è difficilmente sradicabile.  

In alcune società in particolare, questa mentalità ha radici storiche molto profonde. In questo articolo andremo ad analizzare due società molto distinte tra di loro, focalizzandoci sul loro rapporto con il razzismo.  

Stiamo parlando della società italiana, che ci tocca da vicino, e di quella americana. Il modo in cui queste due nazioni hanno vissuto e stanno vivendo il tema del razzismo ha differenze e similitudini.  

Il razzismo negli USA  

Se accostiamo il fenomeno del razzismo agli Stati Uniti, non possiamo non citare il recente caso di George Floyd.  

Questo episodio, in cui un uomo afroamericano è stato portato alla morte dalla polizia, è una crudissima rappresentazione della situazione attuale in America.  

La triste vicenda ha scatenato il famoso movimento Black lives matter, con un motto che è necessario ribadire oggi più che mai. La vita delle persone nere in America non sembra valere molto, adesso come nel passato. Le discriminazioni verso questa categoria sono tantissime e frequenti.  

In particolare, la polizia americana è molto incline ad atteggiamenti discriminatori e violenti nei confronti della comunità afroamericana. Ciò a causa degli enormi pregiudizi, secondo i quali gli afroamericani siano predisposti verso gli atti criminali.  

Il paradosso americano  

In questa situazione, ci troviamo di fronte ad un vero e proprio paradosso. Gli Stati Uniti, infatti, sono uno dei paesi più sviluppati al mondo. Sono la prima potenza mondiale dal punto di vista economico. Le maggiori innovazioni, in tantissimi ambiti, provengono proprio dal contesto americano.  

L’american way of life è conosciuta ed imitata in tutto il mondo. Si parte dal concetto del self made, secondo cui qualsiasi persona, grazie al suo impegno e alla sua determinazione, può raggiungere qualsiasi obiettivo. Non importa la classe sociale di appartenenza, poiché le proprie condizioni di vita possono essere migliorate.  

Questo concetto, alle basi della società americana, potrebbe darci un’immagine idilliaca del paese. Purtroppo, però, gli aspetti controversi sono tanti. La maggior parte della popolazione americana ha una mentalità chiusa, conservatrice.  

Le vecchie consuetudini sono difficili da sradicare e purtroppo i giovani, maggiormente progressisti ed inclusivi, fanno fatica a far sentire la propria voce.  

Le fondamenta del razzismo negli USA  

Il razzismo è inserito all’interno di questa mentalità retrograda. Per capire quale sia l’origine di questo modo di pensare, dobbiamo andare indietro nel tempo. Infatti, tutto parte dall’epoca coloniale.  

L’America è il continente dalla più recente scoperta da parte degli europei. La storia ci racconta di come i nativi americani siano stati “conquistati” dagli esploratori provenienti dall’Europa. La cultura indigena, insieme alle sue tradizioni e caratteristiche peculiari, sono state distrutte in gran parte.  

Gli europei hanno diffuso la loro presunta superiorità, andando a creare anche una certa mentalità, secondo la quale la comunità nera sarebbe inferiore a quella bianca.  

Le colonie americane avevano bisogno di manodopera. Ciò introduce un altro tema: quello della schiavitù. Una grande quantità di persone africane venne costretta a raggiungere il continente americano, in concomitanza con la tratta degli schiavi.  

Il razzismo in Italia  

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Le cause del fenomeno in America si dispiegano nel corso della storia. Tuttavia, si tratta di un fenomeno che va necessariamente debellato. Negli USA come in Italia.  

Nel nostro paese, il razzismo è evidente, nonostante ci sia ancora chi nega tale problematica. Le modalità in cui questo fenomeno si dispiega, però, sono diverse da quelle americane.  

Negli ultimi anni i giornali, le televisioni e i media italiani sono stati bombardati da notizie sui migranti e sugli sbarchi nel Mediterraneo.  

L’Italia ha una posizione strategica nel contesto marittimo europeo. Si trova al centro del Mediterraneo ed è quindi una facile meta per chi proviene dal continente africano.

Molte regioni in Africa e in Asia sono interessate da continui conflitti interni. Le condizioni di instabilità e sofferenza in questa parte del mondo sono veramente drammatiche. Ciò porta molte persone verso la decisione di scappare dalla propria terra d’origine. Spesso, dietro questa situazione si nasconde molta sofferenza e povertà.  

Chi decide di affidarsi ad estranei, salendo su un barcone per cercare un posto migliore dove vivere, spesso spende tutti i propri risparmi in questo viaggio. Moltissimi dei migranti, inoltre, perde la vita su imbarcazioni piene di gente, sicuramente non a norma di legge.  

L’opinione pubblica italiana

Ogni volta che avvengono degli sbarchi, l’opinione pubblica italiana si infiamma. Una parte della politica e degli elettori sottolineano come questi migranti non abbiano il diritto di entrare in Italia. Molti altri mettono l’accento sulle azioni criminose che gli stranieri compiono sul suolo italiano.  

Non mancano le parole discriminatorie e gli scontri diretti tra chi è a favore degli sbarchi e chi invece no. Questa situazione, che sembra essersi assestata recentemente solo a causa della pandemia in corso, è molto drammatica.  

Ci fa rendere conto di come anche in Italia, come in ogni singola parte del mondo, i pregiudizi verso chi è diverso da noi sono tantissimi. La questione degli sbarchi nel Mediterraneo meriterebbe comunque diverse altre riflessioni, ma la questione di fondo è una: non si può mai generalizzare.  

La questione dei pregiudizi 

Non tutti i migranti che sbarcano con i barconi in Italia sono dei criminali. Molti hanno bisogno di un aiuto concreto, a causa della situazione disumana vissuta nel proprio paese. Non tutti gli afroamericani fermati dalla polizia americana compiono illegalità e nessuno merita di essere trattato con violenza.  

I pregiudizi esistono da sempre ed è tempo che spariscano. C’è bisogno di inclusività, di comprensione verso gli altri. Ogni caso è diverso dagli altri e generalizzare è sempre la prima forma di razzismo.  

 

Fonti: 

osservatoriodiritti.it


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