Lina Merlin: partigiana, politica, femminista

Angelina “Lina” Merlin, un nome gigantesco.

Un passato nella resistenza contro il regime nazifascista. È stata una delle grandissime rappresentanti che hanno fatto parte dell’Assemblea costituente ed è stata la prima donna ad essere eletta al Senato della Repubblica italiana. Lina Merlin è anche famosa per l’approvazione della Legge del 20 febbraio 1958, n. 75, conosciuta come legge Merlin con cui venne abolita la prostituzione legalizzata in Italia.

La militanza politica

Lina, all’anagrafe Angelina, nasce e vive a Chioggia, diplomata come maestra elementare prosegue i suoi studi in Francia. Nel 1919 si iscrive al P.S.I. (Partito Socialista Italiano) collaborando e scrivendo per i giornali «L’eco dei lavoratori» e «La difesa delle lavoratrici». Lina si fece notare nella riunione di partito per il suo carattere battagliero; nel 1924 le fu affidata la regia della campagna elettorale veneta. Pensando a quegli anni, in Italia, questo incarico era sicuramente delicato e straordinario a maggior ragione in un paese dove le donne non avevano ancora diritto di voto. Lina, persona straordinaria, non fu certo intimorita dalla natura di un compito così importante, tanto che stilò un rapporto completo su tutte le violenze perpetrate dai fascisti al momento delle elezioni. Il medesimo rapporto stesso rapportò fu usato da Giacomo Matteotti nel suo celebre discorso.

La Resistenza

Nel 1926, ormai in pieno regime fascista, viene condannata al confino in Sardegna per cinque anni per la sua attività antifascista. Tornata a Milano prosegue la sua militanza clandestinamente per evitare ulteriori condanne.

Dopo l’8 settembre 1943, la data dell’armistizio e della successiva occupazione tedesca, entra nelle fila della resistenza. Dona i libri del marito medico ai partigiani e prosegue la sua attività di supporto raccogliendo fondi e vestiario. Con Ada Gobetti e Laura Conti fonda i Gruppi di Difesa della Donna (GDD), organizzazioni con il compito di aiutare le famiglie dei partigiani, dei fucilati e degli internati nei campi di concentramento in Germania.

La Scena politica: la Costituente

Il Psi le affido durante il governo del CLN dell’alta Italia la riorganizzazione delle scuole, nominandola vicecommissaria all’istruzione. Lina non aveva ancora finito la sua carriera e militanza, quando nel 1946 divenne una delle ventuno costituenti; è per merito suo che fu inserita l’interpolazione della locuzione “di sesso” nell’ articolo 3 della Costituzione

Tutti i cittadini […] sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso.

In questo modo le disposizioni legislative non potevano più introdurre norme discriminatorie nei confronti delle donne.

Il Senato

Ancora più eccezionale, la sua carriera parlamentare. Lina Merlin fu una delle prime donne a essere eletta in Senato nel 1948, mentre dopo le elezioni del 1953 fu l’unica donna a sedere tra gli scranni parlamentari.

Lina Merlin visse sempre il suo ruolo parlamentare con dedizione e impegno. Tutte le sue battaglie riguardarono il miglioramento della condizione femminile in Italia e non solo. La senatrice si impegnò continuamente a evidenziare le problematiche della zona del Polesine. La sua tenacia, il suo impegno e la sua coerenza emersero continuamente in queste numerose battaglie.

La senatrice presentò in prima persona numerose proposte di legge come l’abolizione del carcere preventivo o la procrastinazione dell’inizio della pena per le madri o per l’introduzione del divieto di licenziamento per causa di matrimonio.

La Legge numero 75 del 20 febbraio 1958

“E chi pretendeva di abolire la prostituzione? Io?! La mia legge mirava solo a impedire la complicità dello Stato”

La fama di Lina Merlin però riguarda la Legge numero 75 del 20 febbraio 1958. Con questa veniva abolita la regolamentazione statale della prostituzione e si disponevano sanzioni per tutti coloro che avessero sfruttato o favorito la prostituzione.

Prima che la legge venisse approvata passarono dieci anni. Dieci lunghi anni in cui tutta l’arretratezza culturale italiana emerse nella classe dirigente, dieci anni di falsi moralismi e ipocrisie in cui la legge venne discussa in aula per la maggior parte delle volte in seduta segreta. Tutto questo solo perché era ritenuto più dignitoso e opportuno.

La senatrice nelle sue battaglie lottò sempre per i diritti degli ultimi e degli oppressi.

Il ritiro dalla scena pubblica

Eletta alla camera nel 1958 entrerà a far parte della commissione antimafia, ma proprio in questi anni Lina consumò la rottura con il proprio partito, il PSI. Il suo modo d’essere, una figura concreta, coerente, ostinata e caparbia le avevano procurato numerose inimicizie all’interno del suo stesso partito, per questo nel 1961 entrò a far parte del gruppo misto dichiarando alla fine del suo discorso:

“fascisti rilegittimati, analfabeti politici e servitorelli dello stalinismo”

Fu consigliera Comunale nella sua Chioggia dal 1951 al 1955, sempre in prima linea anche in questo caso. Continuò a lottare affinché quei territori venissero bonificati. Nel 1951, dopo un’alluvione, all’età di sessantaquattro anni, la troviamo in prima linea tra i volontari per prestare soccorso e aiuto, non facendo mancare critiche e rimproveri al governo e ai responsabili dei soccorsi per la mancanza dei mezzi necessari.

Lina Merlin rappresenta le persone che hanno sempre detto di no. No alla fedeltà al fascismo, no alla prigionia e al confino, no all’occupazione nazista, no a coloro che si opponevano alla legge sulla prostituzione. Imparare a dire di no, per dire sì, per costruire qualcosa di diverso e migliore.

 

Fonti:

ilmessagero.it

ilbolive.unipd.it

enciclopediadelledonne.it


Credits:

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